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Covid, Gimbe: 810 mila casi in 7 giorni (+153%) e 1,2 milioni attualmente positivi

© Sputnik . Pavel L'vov / Vai alla galleria fotograficaUnità di terapia intensiva
Unità di terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 06.01.2022
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Il boom di casi fa raddoppiare in pochi giorni il numero delle persone attualmente positive e rischia di mandare in tilt la sanità territoriale. Cartabellotta: "L'impatto su ricoveri e decessi sarà visibile nelle prossime settimane". Bocciati i provvedimenti del governo.
Il monitoraggio della Fondazione Gimbe conferma l'impennata di contagi Covid dell'ultima settimana con cifre senza precedenti che portano ad oltre un milione il numero delle persone attualmente positive.
"Nell'ultima settimana si registra un'esplosione di nuovi casi di Covid-19 che volano oltre quota 810 mila, con un incremento del 153% rispetto a quella precedente", si legge nel report sulla situazione epidemica nel periodo tra il 29 dicembre e il 4 gennaio 2022.
Contestualmente i decessi aumentano di +8,9% dei decessi, passando da 1.012 a 1.102. Il boom dei contagi fa raddoppiare il numero degli attuali positivi che nella settimana a cavallo di Capodanno passa da da 598.868 a 1.265.297, segnando un incremento di +111,3%.
Il numero dei tamponi passa a 6.487.127 da 5.175.977 della settimana 22-28 dicembre, con un incremento del 25,3%. In particolare i test rapidi aumentano di +23,9% e i molecolari +28,8%. Cresce il tasso di positività: dal 28 dicembre al 4 gennaio la media è passa dal 2,8% all'8,2% per gli antigenici e dal 15% al 24% per i molecolari.
"L'enorme aumento della circolazione virale - spiega il presidente Nino Cartabellotta - è dovuta sia al dilagare di Omicron che per l'incremento dei contatti sociali durante le feste. L'impatto su ricoveri e decessi sarà visibile nelle prossime settimane".

La situazione degli ospedali

Nonostante la nuova variante sembrerebbe essere meno virulenta, Gimbe mette in guardia sul rischio che numeri così alti di contagi possano mandare "la sanità territoriale in tilt".
Sale la pressione sugli ospedali. Nella periodo preso in considerazione i ricoveri con sintomi passano da 10.089 a 12.912, il 28% in più, e i ricoveri in terapia intensiva da 1.145 a 1.392, segnando una crescita del +21,6% in sette giorni.

Le nuove misure

Cartabellotta commenta duramente le nuove misure approvate ieri, definendole "insufficienti e tardive", "frutto di compromessi politici, piuttosto che di una coraggiosa strategia di contrasto alla pandemia".
"Continuano a inseguire il virus senza un piano B per arginare l'ondata di contagi che rischia di portare al default dei servizi sanitari ospedalieri, nonché al lockdown di fatto del Paese", prosegue il presidente di Gimbe.
Per Cartabellotta l'obbligo vaccinale per gli over 50 avrà un "impatto imprevedibile" visto l'elevato numero di esentati, mentre il green pass rafforzato sarà "del tutto inefficace nel breve termine, perché entrerà in vigore il 15 febbraio".
Bocciati anche i provvedimenti disposti per la scuola "insufficienti per evitare il ricorso alla DAD", mentre lo smart working viene liquidato con la sola raccomandazione di usare al meglio la flessibilità già consentita dalle regole vigenti.
Riguardo gli scenari futuri "la progressiva espansione di una variante estremamente contagiosa, nonostante determini una malattia meno grave, nelle ultime settimane sta rapidamente sovraccaricando gli ospedali per tre ragioni".
La popolazione ha abbassato il livello di guardia per la narrativa della "raffreddorizzazione" di Omicron, ma in questa fase "è impossibile prevedere i tempi per raggiungere il picco nazionale dei contagi" anche perché le misure sinora adottate dal Governo "non hanno determinato alcun rallentamento nella crescita dei casi".
"L'enorme numero dei contagi e la loro velocità di crescita rischiano di paralizzare il Paese, che si sta avviando verso un lockdown di fatto", conclude

La situazione nelle regioni

L'incremento di casi tra il 29 dicembre al 4 gennaio riguarda tutte le regioni, con un aumenti che vanno dal 66,8% della Liguria al 423,9% dell'Abruzzo.
L'incidenza supera i 1.000 casi per 100.000 abitanti in 63 province: Firenze (3.058), Lodi (2.747), Monza e della Brianza (2.677), Siena (2.631), Milano (2.538), Prato (2.503), Pisa (2.385), Rimini (2.315), Arezzo (2.275), Pavia (2.235), Pistoia (2.156), Lucca (2.136), Terni (2.079), Varese (2.049), Perugia (2.047), Como (2.005), Lecco (1.949), Cremona (1.879), Massa Carrara (1.780), Forlì-Cesena (1.769), Biella (1.740), Brescia (1.738), Bergamo (1.728), Vibo Valentia (1.723), Pescara (1.721), Ravenna (1.721), Chieti (1.715), Sondrio (1.651), Cuneo (1.642), Alessandria (1.626), Verbano-Cusio-Ossola (1.616), Teramo (1.585), Livorno (1.564), Trento (1.524), Treviso (1.524), Novara (1.512), Asti (1.498), Mantova (1.456), Verona (1.421), Napoli (1.420), Torino (1.395), Rovigo (1.384), Trieste (1.384), Vicenza (1.366), Venezia (1.344), Pordenone (1.308), Ferrara (1.294), Padova (1.283), Caserta (1.264), Vercelli (1.228), Rieti (1.216), Avellino (1.206), Bologna (1.203), Enna (1.192), Grosseto (1.180), Parma (1.142), Aosta (1.089), La Spezia (1.088), L'Aquila (1.080), Latina (1.028), Reggio nell'Emilia (1.020), Udine (1.010) e Piacenza (1.009).
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