Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Tamponi e ingressi scaglionati, si studiano le misure anti-Covid per il voto sul Quirinale

© Foto : Presidenza della RepubblicaIl Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell'Aula di Montecitorio in occasione della cerimonia di giuramento
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell'Aula di Montecitorio in occasione della cerimonia di giuramento - Sputnik Italia, 1920, 05.01.2022
Seguici su
Nessuna intesa sul super green pass per parlamentari e Grandi elettori. Transatlantico off limits per 15 giorni e mascherine Ffp2 obbligatorie. Sul fronte dei nomi, si compatta la coalizione pro-Draghi, ma restano gli ostacoli Berlusconi e Salvini. Tajani: “Silvio può farcela”.
Dopo l’annuncio della data per la prima votazione per l’elezione del presidente della Repubblica, il 24 gennaio alle 15:00, sono iniziate le discussioni sulle misure da adottare per garantire un voto in sicurezza e che non si creino focolai che potrebbero mettere a rischio votazioni e possibili maggioranze.
Sullo sfondo continua la ricerca di un nome su cui far convergere una larga maggioranza. Si compatta il fronte che vorrebbe il premier Mario Draghi al Colle, dopo che anche il M5S, con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, avrebbe virato in tal senso, ma restano le opposizioni di Silvio Berlusconi, pronto a correre per lo stesso posto, e di Matteo Salvini.
Sul fronte misure anti-Covid, lo stesso presidente della Camera, Roberto Fico, ieri su Facebook, ha scritto che il lavoro è appena iniziato.
“Siamo al lavoro insieme al collegio dei questori per definire l’organizzazione e le misure per garantire la piena operatività e sicurezza del voto”, ha spiegato.

Le misure al vaglio

Nella strategia per un voto sul Quirinale in sicurezza, a Montecitorio si valutano ingressi scaglionati, accesso con tamponi, una sola seduta al giorno per sanificare ogni tre ore, obbligo di mascherine Ffp2 e nessuna sosta dopo il voto.
No, invece, al momento per il super green pass.

Per gestire l’ingresso e il voto di 630 deputati, 321 senatori e 58 delegati regionali, tre per ogni regione, ad eccezione della Val d’Aosta che ne ha uno, si pensa a un voto per fasce orarie, in ordine alfabetico, con un massimo di 200 Grandi elettori in aula.

Si vota passando per il “catafalco” (le cabine montate ai piedi dello scranno del presidente della Camera), si depone la scheda nell’insalatiera (la cesta di vimini foderata di panno verde) e poi si esce.
Intanto, è stato chiuso il Transatlantico per 15 giorni all’accesso dei giornalisti, per poter posizionare gli scranni e garantire il distanziamento.
Un’altra proposta è di far votare i senatori a Palazzo Madama e i deputati a Montecitorio, con uno scrutinio comune.
E poi di istituire una postazione per fare tamponi a tutti i 1.009 elettori.

Il fronte pro-Draghi si allarga

L’arco parlamentare che fa il tifo per il premier al Quirinale può contare adesso su Pd, Leu, sulla Lega, che fa riferimento a Giancarlo Giorgetti e ai governatori del Nord, su Italia Viva di Matteo Renzi, Cambiamo e Coraggio Italia.
Questo ampio consenso, unito al sì del M5S di Di Maio, garantisce 80 grandi elettori in più alla candidatura di Draghi.
Inoltre, Giorgia Meloni spera che l’elezione dell’ex governatore della Bce al Colle porti al voto anticipato e quindi sostiene l’ipotesi.

L’asse però è incompleto: mancano Berlusconi, che dovrebbe abbandonare il sogno di essere lui presidente della Repubblica, e Salvini.

Altro ostacolo è quello posto dal Pd di Enrico Letta, che chiede un accordo sul successore di Draghi per mantenere l’attuale maggioranza.
Posizione condivisa da Giuseppe Conte: “Non reggeremmo il quarto governo diverso in 5 anni”, ha spiegato ai suoi.

Tajani: “Berlusconi può ancora farcela”

Tra chi non si arrende alla possibile elezione di Draghi al Quirinale, anche il numero due di Forza Italia, Antonio Tajani, che in un’intervista a Repubblica ribadisce la candidatura del Cavaliere.
“Dalla quarta votazione possiamo farcela. C'è un folto gruppo di parlamentari, quelli del Misto, che non stanno in alcun partito e saranno decisivi”.
E Tajani annuncia che parlerà “anche con Renzi”, per provare a portare dalla sua parte altri voti.
Il vicepresidente di Forza Italia, poi, giudica “inaccettabile” il veto da parte di Pd e M5S: “Non è democratico dire: se c'è Berlusconi non mi siedo al tavolo. Noi siamo disposti a confrontarci con tutti, su tutti. Letta e Conte no”.
E sui guai giudiziari di Berlusconi commenta. “Quali guai? Tutte le vicende di Berlusconi sono finite con un'assoluzione. E sull'unica sentenza passata in giudicato c'è il faro della Corte europea dei diritti dell'uomo, che sta esaminando il ricorso e certamente gli darà ragione”, aggiunge.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала