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Kazakistan, manifestanti prendono d'assalto la residenza presidenziale ad Almaty - Video

© REUTERSProteste in Kazakistan
Proteste in Kazakistan - Sputnik Italia, 1920, 05.01.2022
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Proseguono le proteste non autorizzate ad Almaty, dove dopo l'edificio dell'amministrazione locale è stata assaltata anche la residenza presidenziale.
Diverse migliaia di manifestanti stanno cercando di irrompere nel territorio della residenza del presidente del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev ad Almaty.

Stando a quanto riferito dal corrispondente di Sputnik in Kazakistan, una parte del corteo non autorizzato si è allontanato dalla piazza dove si trova l'edificio dell'amministrazione locale, anch'esso preso d'assalto, per dirigersi verso la residenza presidenziale.

Nella zona intanto si segnalano alte coltri di fumo, esplosioni di granate stordenti e spari.

Come riferito a Sputnik dal servizio stampa del dipartimento di Salute pubblica della città, cinque operatori di ambulanza sono rimasti feriti negli scontri tra manifestanti e polizia ad Almaty.
Nella nota è stato inoltre precisato che i dimostranti hanno cercato attivamente di impedire agli operatori sanitari di soccorrere i feriti.
In precedenza era stato reso noto che almeno 95 rappresentanti delle forze dell'ordine sono rimasti feriti in seguito agli scontri con i manifestanti.

Le proteste in Kazakistan

Nei primi giorni del 2022, i residenti delle città di Zhanaozen e Aktau, situati nella regione di Mangistau, hanno protestato contro un aumento di due volte dei prezzi del gas.
Il presidente del Kazakistan, Kassym-Zhomart Tokayev, ha incaricato di formare una commissione governativa per esaminare la situazione. Il 4 gennaio ha annunciato di essere pronto a soddisfare la principale richiesta dei manifestanti e a ridurre i prezzi del gas.
Tuttavia, le proteste si sono estese anche ad altre città: ad Almaty, la più grande città del Paese, la sera del 4 gennaio e la notte del 5 gennaio i manifestanti si sono scontrati con le forze di sicurezza; la polizia è stata costretta ad impiegare gas lacrimogeni e granate stordenti.

Il presidente ha introdotto lo stato d'emergenza nelle regioni di Mangistau e Almaty, nonché ad Almaty, fino al 19 gennaio. Il decreto presidenziale prevede il coprifuoco dalle 7:00 alle 23:00, il divieto di manifestazioni e scioperi di massa, il divieto di vendita di armi, munizioni e alcolici, la confisca di armi e munizioni alle persone e una maggiore sicurezza delle strutture particolarmente importanti.

L'ingresso e l'uscita da queste regioni e da Almaty sono limitati, sono prescritti controlli dei documenti, ispezioni di persone e veicoli. La mattina del 5 gennaio, Tokayev ha poi disposto lo scioglimento del governo, ritenuto particolarmente colpevole per la situazione in corso.
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