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Kazakistan, il presidente Tokayev annuncia il pugno duro: "Ci sono poliziotti morti e feriti"

© Sputnik . Press service of the Ministry of Foreign Affairs of the Russian Federation / Vai alla galleria fotograficaIl presidente del Kazakistan Kassym-Zhomart Tokayev
Il presidente del Kazakistan Kassym-Zhomart Tokayev - Sputnik Italia, 1920, 05.01.2022
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Il capo dello stato kazako, in un discorso televisivo, ha sottolineato il suo impegno nel garantire la sicurezza del Paese e dei cittadini.
Il presidente del Kazakistan, Kassym-Jomart Tokayev, ha affermato che a seguito delle manifestazioni non autorizzate di queste ore si contano delle vittime e dei feriti tra gli agenti di polizia.

"Sono in corso massicci attacchi contro le forze dell'ordine. Ci sono morti e feriti", ha detto Tokaev nel suo discorso.

Il presidente ha quindi promesso una risposta "dura" ai disordini in corso nel Paese:

"Come presidente, sono obbligato a proteggere la sicurezza e la pace dei nostri cittadini, a preoccuparmi dell'integrità del Kazakistan", ha detto Kassym-Jomart Tokayev, parlando alla televisione kazaka e aggiungendo che intende "agire nel modo più duro possibile".

Le proteste in Kazakistan

Nei primi giorni del 2022, i residenti delle città di Zhanaozen e Aktau, situati nella regione di Mangistau, hanno protestato contro un aumento di due volte dei prezzi del gas.
Il presidente del Kazakistan, Kassym-Zhomart Tokayev, ha incaricato di formare una commissione governativa per esaminare la situazione. Il 4 gennaio ha annunciato di essere pronto a soddisfare la principale richiesta dei manifestanti e a ridurre i prezzi del gas.
Tuttavia, le proteste si sono estese anche ad altre città: ad Almaty, la più grande città del Paese, la sera del 4 gennaio e la notte del 5 gennaio i manifestanti si sono scontrati con le forze di sicurezza; la polizia è stata costretta ad impiegare gas lacrimogeni e granate stordenti.

Il presidente ha introdotto lo stato d'emergenza nelle regioni di Mangistau e Almaty, nonché ad Almaty, fino al 19 gennaio. Il decreto presidenziale prevede il coprifuoco dalle 7:00 alle 23:00, il divieto di manifestazioni e scioperi di massa, il divieto di vendita di armi, munizioni e alcolici, la confisca di armi e munizioni alle persone e una maggiore sicurezza delle strutture particolarmente importanti.

L'ingresso e l'uscita da queste regioni e da Almaty sono limitati, sono prescritti controlli dei documenti, ispezioni di persone e veicoli.
La mattina del 5 gennaio, Tokayev ha disposto lo scioglimento del governo, ritenuto particolarmente colpevole per la situazione in corso.
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