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Quirinale2022, Fara (Eurispes): “Se Draghi non sarà disponibile, al Colle servirà una sua fotocopia”

© Foto : Ufficio Stampa EurispesGian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes
Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes - Sputnik Italia, 1920, 04.01.2022
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Conto alla rovescia per la partita del Quirinale сhe sta per entrare in una fase cruciale e sarà un banco di prova importante per tutti i leader di partito.
L'inizio delle votazioni per eleggere il successore di Mattarella sarà fissato con tutta probabilità nella seconda parte di gennaio. La data sarà resa nota il 4 gennaio, dal presidente della Camera, Roberto Fico, che convocherà il Parlamento in seduta comune. I Grandi elettori - cioè deputati, senatori e delegati regionali - saranno 1007: nei primi tre scrutini occorrono 672 voti per essere eletti. Poi ne bastano 504.
Per ora i candidati reali alla Presidenza della Repubblica sono due – Mario Draghi che salirebbe al Quirinale solo se sostenuto da tutti i partiti e Silvio Berlusconi - solo con i voti del centrodestra e di Renzi.
Comunque, come sostengono molti osservatori, la lotteria del Quirinale è sempre aperta alle soluzioni più impensate e improbabili. Come si risolverà il rebus del Colle? Magari è giunto il tempo di eleggere una donna? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes.
- Prof. Fara, chi è il Presidente che serve in questo particolare momento storico all’Italia? Quali caratteristiche dovrebbe avere, a Suo avviso?
- Il Presidente che serve all’Italia dovrebbe essere di alto livello e di grande esperienza, e soprattutto dovrebbe essere una persona che sia apprezzata nel contesto internazionale. Insomma, dovrebbe avere un profilo simile a quello del Presidente del Consiglio. Non so se poi Mario Draghi sarà disponibile a lasciare la Presidenza del Consiglio, però, a mio avviso, all’Italia senz’altro servirebbe una “fotocopia” di Draghi.
Matteo Renzi - Sputnik Italia, 1920, 01.01.2022
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- Guardano agli sondaggi e ai rumorsche stanno girando in questo momento, chi, secondo Lei, ha più chance di vincere la partita a scacchi per il Quirinale?
- Direi che in questo momento tutte le ipotesi restano aperte. Come è spesso accaduto in altre occasioni magari verrà fuori un nome che nessuno si aspetta. La corsa al Quirinale è una partita complicata, nella quale entrano in campo numerosissimi fattori e sono tante le variabili. Quindi può anche succedere che verrà incaricata una persona della quale non si è assolutamente parlato in questi mesi e che non è mai stata nominata tra i probabili vincitori.
- A Suo avviso, i tempi in Italia sono maturi per una svolta femminile che porti, finalmente, una donna al Quirinale?
- Io lo spero, i tempi sono maturi dal punto di vista generale e della consapevolezza nazionale. Non so, invece, quanto siano maturi per il Sistema che ha ancora forti tratti conservativi. Non si sa se questo Sistema sia disponibile ad accettare una donna alla Presidenza della Repubblica.
- Potrebbe ipotizzare sui nomi? Chi, tra le donne del mondo della politica, potrebbe ricoprire questo importante ruolo?
- Sono veramente poche… Sicuramente una delle più meritevoli è la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia. È una donna di grande levatura culturale e una professionista di alto livello. Altre candidature non le vedo in giro. È una scelta complicata anche perché non abbiamo mai fatto gli sforzi sufficienti per avere donne ai vertici delle Istituzioni. Quindi, dobbiamo fare i conti con quello che c’è…
-Secondo il sondaggio di YouTrend, Mario Draghi continua ad essere il principale candidato per il Colle, il 17% degli italiani vorrebbe lui, il 10% Berlusconi. Nella storia nessun Presidente del Consiglio in carica è stato eletto Presidente della Repubblica. Se Draghi va al Colle chi incaricherà il successore e chi si occuperà degli affari correnti?
- Se Draghi andasse al Colle, sarà sempre lui a “benedire” il nuovo Presidente del Consiglio. È una situazione complessa, però la politica ha molte risorse. Sono certo che si troverà una soluzione. Il mondo, in generale, e la politica, in particolare, sono pieni di cose che non sono mai successe prima, non bisogna per forza affidarsi ad una tradizione. Anzi, questa situazione potrebbe creare un precedente interessante grazie al quale nascerà una riforma istituzionale che porterà l’Italia verso la Repubblica presidenziale.
- La Costituzione stabilisce(art. 84) che il ruolo di Presidente della Repubblica "è incompatibile con qualsiasi altra carica". Vuol dire che l’ipotesi di una cosiddetta “doppia reggenza” è completamente esclusa?
- Sì, nella maniera più assoluta! Se Draghi dovesse essere scelto come Presidente della Repubblica, automaticamente si libererebbe la casella della Presidenza del Consiglio. È assolutamente impossibile mantenere le due cariche.
Giuseppe Conte - Sputnik Italia, 1920, 30.12.2021
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- Come influirà la scelta del nuovo “inquilino” del Quirinale sulla sorte del Governo e della legislatura? Senza Draghi c’è qualcuno che potrebbe guidare un Governo sostenuto da una maggioranza così variegata e fragile?
- Intanto bisogna rendersi conto del fatto che anche se Mario Draghi dovesse andare a fare il Presidente della Repubblica, un occhio sulla gestione della politica del Paese lo manterrebbe. E poi sarà sempre Draghi a dare l'incarico ad un nuovo, possibile Presidente del Consiglio e immagino che lui indicherebbe una persona della quale ha assoluta fiducia. Per cui, escluderei il voto anticipato, e sono certo (ma posso anche sbagliare) che la legislatura arriverà al suo termine naturale.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione
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