Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Dal Bolshoi a Seul: compie 95 anni Yuri Grigorovich, il genio russo che ha rivoluzionato il balletto

© SputnikYuri Grigorovich con i ballerini durante le prove del balletto " Il Secolo d'oro" di Shostakovich
Yuri Grigorovich con i ballerini durante le prove del balletto  Il Secolo d'oro di  Shostakovich - Sputnik Italia, 1920, 04.01.2022
Seguici su
Compie 95 anni Yuri Grigorovich, il maestro dei coreografi del teatro Bolshoi di Mosca. Colui che tolse al balletto l'etichetta di "spettacolo per pochi eletti" e regalo agli spettatori di tutto il mondo innovativi capolavori,
Essere grati ai propri insegnanti è sintomo di vero talento. Quando Yury Grigorovich aveva 60 anni nel film Balet pervogo litsa (tr. it. Balletto in prima persona) lui dedicato si parte subito dai maestri del maestro. Tra questi secondo Grigorovich il principale fu Fyodor Lopukhov.
A quell'epoca, il danzatore era all'apice della sua carriera e godeva di una fama e di un riconoscimento tali, a livello planetario e incondizionato, che oggi sono molto difficili persino da immaginare.
In patria fu ricoperto di premi e nelle tournée con la Compagnia del Balletto del Bolshoi, che diresse per oltre 3 decenni, il pubblico prendeva d'assalto il botteghino.
E non facevano eccezione nemmeno gli spettatori viziati di teatri come quelli di Londra, Parigi, Roma, New York,
Gli applausi erano così potenti che a volte, quando sul finale calava il sipario, cadevano i diamanti dalle braccia delle signore, ma nessuno si preoccupava di recuperare quanto caduto quando sul palco si esibiva nello Spartaco, nel Lago dei cigni, nello Schiaccianoci e in almeno altre 10 produzioni non meno significative.
Grigorovich è riuscito a trasformare il balletto da divertimento per pochi eletti a spettacolo per un pubblico enorme, senza mai discostarsi dalle tradizioni dei classici.
"Cos'è l’innovazione nel balletto?”, diceva con il suo solito sorriso asciutto. “È quando si fanno alcuni gesti più repentini, poi una variazione classica e un arabesque? Come possiamo fare a meno della base classica nella danza? Ma anche in altri settori: ad esempio, gli scrittori non inventano nuove parole, usano quelle che esistono già nella lingua oggi. Ma la lingua stessa, la sua essenza non cambia. Un’altra questione riguarda l’arricchimento della lingua con termini, ad esempio, gergali. Ma questa non è la norma. È solo la vita che cambia, tutto qui”.
La vita di Grigorovich cambiò molte volte.
Quando, da brillante interprete di ruoli di carattere, volle cimentarsi nella scenografia (ricordando il consiglio di Lopukhov) iniziò gradualmente ma ostinatamente a raggiungere il suo obiettivo.
Il primo grande successo lo raggiunse al primo tentativo: la partitura molto complessa de Il fiore di pietra di Prokofiev fu interpretata con una capacità tale degna soltanto di un talento.
"Vede, è un balletto russo, su una tematica russa, sul popolo russo. Ma vengono trattati anche seri problemi filosofici: il destino, la capacità di sacrificio, la ricerca di una risposta e la scelta tra talento o sentimenti"
Secondo tentativo, secondo successo. Grigorovich presentò La leggenda dell'amore. Questa volta a predominare furono i motivi persiani: dopo tutto, l'opera stessa di Nazim Hikmet era basata su una delle poesie di Nizami.
Fu allora che divenne evidente che per Grigorovich il balletto è una trinità. In primo luogo, c’è la coreografia. In secondo luogo, la scenografia e, naturalmente, i costumi degli interpreti. E, naturalmente, la musica.
Grigorovich non si faceva domare facilmente dai dirigenti del Partito: nel 1961 chi supervisionava le arti nell’Unione Sovietica aveva una morale molto puritana.
Sul palco, durante il secondo adagio, Shirin e Farhad non lasciarono le braccia dell'altro strette in un abbraccio. La prestanza fisica dei due ballerini si manifestò quando il ballerino sollevò la ballerina sulle proprie braccia tese e quest’ultima aprì le gambe in spaccata. Questa posa provocò il disappunto della nomenclatura.
© SputnikLa posa dei ballerini nella coreografia corretta
La posa dei ballerini nella coreografia corretta - Sputnik Italia, 1920, 04.01.2022
La posa dei ballerini nella coreografia corretta
Allora, dopo che lo spettacolo non superò l’approvazione dei censori, il coreografo apportò delle piccole correzioni: la brillante Irina Kolpakova piegò la gamba destra nell’eseguire quella posa dell’adagio, così la severa commissione approvò la coreografia della “leggenda del balletto”.
Nel 1964, Grigorovich ricevette un'offerta che avrebbe cambiato non solo la sua vita e il suo destino, ma anche lo sviluppo del balletto nel mondo in generale. Nei Paesi dove quest'arte esisteva già, e nei Paesi dove non esisteva ancora.
Il trentasettenne direttore artistico della principale compagnia di balletto del Paese (sarà per caso che la quadriga di Apollo sul frontone del Bolshoi si dirige direttamente al Cremlino?) inizia a cercare nuove forme nell’arte antica.
Come il Treplev di Cechov, con la sua anima gentile ma intransigente, Grigovoric comincia a lavorare su un balletto difficilissimo da porre in scena. Infatti, presenta una partitura musicale molto potente e intensa e un libretto che racconta l'epoca dell'antica Roma.
Soltanto lo sceneggiatore poteva sapere come ricreare la storia dello scontro tra Spartaco e Crasso in modo da togliere il fiato. E insieme a lui lo sapevano anche il suo amico e collaboratore Simon Virsaladze, lo stilista di tutti i balletti di Grigorovich, e, naturalmente, il direttore d'orchestra Gennady Rozhdestvensky.
Si dice che Aram Khachaturian, che scrisse la musica per Spartak, si rifiutò categoricamente di cambiare la partitura. Così alla prima il coreografo lo mise praticamente di fronte al fatto compiuto cambiando l'ordine dei quadri negli atti scenici. Si dice che fu uno scambio molto temperato e che nessuno volesse cedere, ma Grigorovic riuscì a spuntarla. Dopo un mese Khachaturyan diede la sua approvazione e lo Spartak vide la luce.
Diventando probabilmente il risultato più sorprendente di un lavoro coreografico non solo russo, sovietico, ma anche mondiale per l’epoca.
Prima di allora nessuno aveva mai rappresentato lo scontro tra due antipodi in questo modo, nessuno aveva osato rappresentare una danza così fisicamente impegnativa. Nessuno, compreso il corpo di ballo, poteva immaginare che il balletto potesse essere così sensuale e così tragico allo stesso tempo.
Non deve essere un'esibizione naturalistica di sangue e dolore, anche gestualità può raggiungere certi risultati se effettuata con forza, abilità e comprensione del perché vengono eseguiti.
© SputnikUna scena del balletto "Spartaco" (1970) con le coreografie di Grigorevich: Crasso interpretato da Maris Liyepa
Una scena del balletto Spartaco (1970) con le coreografie di Grigorevich: Crasso interpretato da Maris Liyepa - Sputnik Italia, 1920, 04.01.2022
Una scena del balletto "Spartaco" (1970) con le coreografie di Grigorevich: Crasso interpretato da Maris Liyepa
Gli spettatori videro la battaglia di Spartaco e Crasso, così come videro le antiche orge romane, e la cortigiana Egina ardere di passione sul palco e la sacrificale Frigia empatizzare con la sofferenza del suo amante.
Era una danza classica, erano movimenti e posizioni classiche, ma trovava le forme innovativa di cui parlava l'eroe della commedia di Cechov.
Ciò che accadde un anno dopo con Il lago dei cigni, quando Grigorovich, andando contro alla tradizione, sconvolse tutti inventando un finale tragico del noto balletto.
Un favorito delle autorità, lusingato e decorato. "Come osa? Come ha potuto? Come ha potuto osare?", sussurrava il pubblico.
Il bene e il male, come la dualità dell'anima, i suoi lati chiari e scuri. Il tradimento e il prezzo da pagare per l'apostasia, tutto espresso in maniera classicista. Apollo stesso, il patrono delle arti, non avrebbe potuto fare uno spettacolo più classicamente raffinato. In cui i cigni svolazzanti si rivelano essere anime viventi, e il principe Sigfrido e il genio del male Rothbart sono effettivamente lo stesso eroe.
La rovina totale si rivelò nuovamente inaccettabile per le autorità, così il coreografo fu costretto a fare degli aggiustamenti. Ma il lieto fine che presentò si tinse ancora di un'ombra di amarezza.
Il mondo della coreografia, e tutto il mondo dell'arte, si rese conto in quel momento che non aveva senso competere con un balletto del livello e della classe che il direttore del Teatro Bolshoi stava mostrando, e non aveva senso imitarlo.
Grigorovich ha cambiato la danza classica per sempre.
© Sputnik . Владимир ВяткинYuri Grigorovich alla premiazione di un concorso internazionale per coreografi al Teatro Bolshoi nel 2013
Yuri Grigorovich alla premiazione di un concorso internazionale per coreografi al Teatro Bolshoi nel 2013 - Sputnik Italia, 1920, 04.01.2022
Yuri Grigorovich alla premiazione di un concorso internazionale per coreografi al Teatro Bolshoi nel 2013
Per 30 anni lui stesso, come maestro di ballo del principale teatro musicale del Paese, aveva saputo resistere a tutte le tempeste e le battaglie immaginabili e inimmaginabili.
Quando capì che le forze non lo accompagnavano più, lasciò il Bolshoi come un gladiatore che lascia l'arena.
Senza dire una sola parola a coloro che gli dovevano praticamente tutto: da illustri successi di carriera a ruoli importanti in famosi balletti senza dimenticare la prosperità che lo aveva accompagnato.
Lasciò la quadriga ad altri.
Se ne andò per dirigere balletti a Ufa. Poi creò una troupe a Krasnodar. Lavorò anche a Seoul, quando stavano appena assaporando l'occidentalizzazione, rivolgendosi al balletto classico. E Grigorovich diede loro Romeo e Giulietta.
A fronte di questa costante concentrazione sul lavoro, qualunque cosa accadesse nella vita fuori dal palcoscenico ricadeva nello schema monastico di asservimento alle muse e di innamoramento di una causa che cura qualsiasi dolore.
Oggi il signore e custode russo della danza, il coreografo più famoso del pianeta, festeggia il suo 95° compleanno.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала