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Covid e scuola, Governo vuole limitare il ricorso alla Dad: potrebbe slittare il rientro

© AP Photo / Andrew MedichiniUna scuola con banchi a Roma, Italia
Una scuola con banchi a Roma, Italia - Sputnik Italia, 1920, 04.01.2022
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La giornata decisiva potrebbe essere quella di domani, 5 gennaio, con la riunione del Consiglio dei ministri sull'applicazione del Super green pass a tutto il mondo del lavoro.
Con il riavvicinarsi dell'apertura delle scuole, prevista tra il 7 e il 10 gennaio nelle varie Regioni, è tornato di attualità il tema della Dad, che potrebbe essere reintrodotta a causa dell'esplosione dei contagi dovuti alla diffusione della variante Omicron.
Alcune regioni, in particolare, chiedono di poter riprendere la didattica a distanza per limitare i contatti e migliorare le vaccinazioni soprattutto nella fascia 5-11.
Il Governo, da parte sua, si è posto come obiettivo quello di contenere al massimo il ricorso alle lezioni a distanza e di evitare uno slittamento delle riaperture, magari introducendo delle regole di quarantena che vadano a differenziare gli alunni vaccinati da quelli non vaccinati.
Tale indicazione era stata ribadita prima il 24 dicembre, con il decreto di Natale che ha confermato la didattica in presenza fino alla fine dello stato di emergenza il 31 marzo, e poi il 31 dicembre, quando il ministro dell'istruzione aveva definito "fondamentale tutelare la didattica in presenza" nel corso di un incontro con le Regioni.
Nella giornata di oggi, intanto, è previsto un incontro tra il Ministero dell'Istruzione e i sindacati, per discutere, tra i vari temi, delle modalità di riapertura degli istituti scolastici.
Per domani, invece, è prevista una riunione del Consiglio dei Ministri per sciogliere il nodo del Super Green pass per tutto il mondo del lavoro e non si esclude che si possa giungere a qualche decisione relativa anche al mondo della scuola.

L'ipotesi delle Regioni

Le Regioni, in questi giorni, hanno fatto pervenire una proposta che, al fine di preservare al massimo le lezioni in presenza, punterebbe ad escludere il ricorso alla Dad per gli alunni vaccinati nel caso in cui vengano riscontrati due studenti positivi nella stessa classe.
Il presidente della Campania Vincenzo De Luca ha invece chiesto all'Esecutivo di "prendere 20-30 giorni di respiro" al fine di "raffreddare il picco di contagio", posticipando dunque la riapertura delle scuole.
Delle posizioni posizione che però non trova l'accordo del Ministero dell'Istruzione, con i sottosegretari Barbara Floridia e Rossano Sasso, che hanno sottolineato come non si possa "pensare di discriminare i bambini, prevedendo per alcuni la dad e per altri la frequenza in presenza”.
Al contrario, la priorità deve essere quella di “innalzare i livelli di sicurezza delle nostre scuole con dispositivi di aerazione e ventilazione, mascherine Ffp2 e un rafforzamento dei sistemi di tracciamento“, così da far sì che gli istituti possano restare aperti in generale.
Critici anche i sindacati con Maddalena Gissi di Cisl scuola che si è detta contraria all'idea di lezioni organizzate in parte in presenza e in parte a distanza, come si verificherebbe se venissero confermate le richieste delle Regioni sulla quarantena.
“Chi segue in classe ha bisogno di tutta l’attenzione dell’insegnante. Chi invece è in Dad ha tempi diversi e necessita di proposte più essenziali. Non si possono bloccare i bambini o gli studenti in quarantena per 5 ore davanti al pc”, sono state le parole della Gissi.
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