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Auto elettriche, il nuovo amore degli italiani: immatricolazioni più che raddoppiate nel 2021

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Auto elettrica cinese - Sputnik Italia, 1920, 04.01.2022
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Preoccupa la scadenza dell'ecobonus, che molto probabilmente si ripercuoterà sulle vendite nei primi mesi del 2022.
Italia in prima linea nella rivoluzione 'green' del trasporto privato, come testimonia il rapporto di Motus-E sulle immatricolazioni di auto elettriche nel 2021 nel Belpaese.
I dati forniti dall'associazione che raggruppa tutti gli stakeholders della mobilità elettrica mostrano che nei dodici mesi appena trascorsi sono state immatricolate 67.255 auto elettriche a batteria (+107% sul 2020) e 69.499 Phev (+153,75%).
In totale si tratta di un +128,34% rispetto al 2020, con le auto elettriche che raggiungono una quota pari al 9,35% sul mercato totale, in netta crescita rispetto al 4,33% dell'anno precedente.
Tra i modelli la Fiat 500E si conferma la più venduta in Italia nel 2021, seguita dalla Smart Fortwo e dalla Renault Twingo.
L'unico dato negativo per le auto con la spina riguarda il mese di dicembre, in cui le auto Phev "registrano un calo del 13,21% rispetto a dicembre 2020, con 11.833 unità vendute, le vetture elettriche a batteria calano del 15,24%, a 6.158 unità immatricolate, mentre le elettriche ibride plug-in diminuiscono del 10,90%, con 5.675 unità immatricolate".
A contribuire a questa congiuntura negativa, spiega Motus-E, sono stati soprattutto "i ritardi di consegna dovuti alla crisi delle materie prime, dei semiconduttori e dei microchip, la possibilità di immatricolare entro giugno 2022 le auto acquistate tramite prenotazione dell'Ecobonus e la fine degli incentivi per auto elettriche, avvenuta ad ottobre 2021, che assieme alla mancata programmazione degli stessi per il triennio a venire preoccupano il mercato e l'intera filiera".
Proprio la scadenza dell'ecobonus, definita uno dei fattori di maggiore preoccupazione da parte di Motus-E, permette di "ipotizzare che i valori delle Bev immatricolate nei primi mesi del 2022 saranno inferiori a quelli dei primi mesi del 2021".
In questo senso, l'associazione ha auspicato un'ulteriore "intervento di Mise e Mef all'inizio di quest'anno".
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