Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Super green pass, la protesta delle isole minori: "Da lunedì chi non è vaccinato resta al confino"

© Sputnik . Sergey Malgavko / Vai alla galleria fotograficaUn traghetto in navigazione sullo stretto di Kerch
Un traghetto in navigazione sullo stretto di Kerch - Sputnik Italia, 1920, 03.01.2022
Seguici su
Per l'Associazione nazionale dei comuni nelle isole minori c'è il rischio che il provvedimento del governo, escludendo l’opzione del tampone negativo per l’accesso alle navi, limiti la continuità territoriale.
Il super green pass sui mezzi di trasporto rischia di discriminare chi abita sulle isole minori. La protesta è partita dall’arcipelago de La Maddalena, in Sardegna, e si è allargata fino all’isola d’Elba.
A preoccupare gli isolani che non vogliono o non possono fare il vaccino è il fatto che il provvedimento del governo possa limitare la continuità territoriale, escludendo l’opzione del tampone negativo per l’accesso alle navi.
“Comprendo la necessità di norme per contrastare la diffusione del virus, ma abitare su un’isola non deve significare essere al confino perciò ritengo che sia inaccettabile per un residente dover avere il super green pass per prendere il traghetto”, ha scritto sui social Marco Landi, consigliere regionale toscano della Lega, residente all’isola d’Elba.
“Per un abitante di un’isola minore, soprattutto dove non ci sono ospedali e servizi primari, il traghetto è sì un mezzo di trasporto pubblico, ma anche l’unico mezzo per andare e tornare da casa. Adesso per prendere il traghetto - continua - serve giustamente il green pass e la mascherina Ffp2. Dall’11 di gennaio un cittadino di Napoli può prendere l’auto - con il green pass - o un’auto medica e andare a fare una visita in ospedale. Un cittadino di Capri per fare la stessa cosa deve avere il super green pass”.

La questione è stata sollevata dall’Ancim, l’Associazione nazionale dei comuni nelle isole minori. Angelo Zini, sindaco di Portoferraio, intervistato dal Tirreno, ha fatto sapere che si sta cercando di “trattare col governo altre soluzioni ad hoc” per le realtà isolane.

A rischiare di ritrovarsi “confinati” sull’isola, come Napoleone Bonaparte, sono studenti, lavoratori pendolari o semplicemente chi ha bisogno di accedere ai servizi sanitari sulla terra ferma.
“Credo che siano sostanzialmente misure di prevenzione corrette. Ci stiamo però rapportando, - ha spiegato Zini - anche tramite la nostra chat con l’Ancim nazionale ed è in corso una iniziativa nei confronti del governo, per capire se tali nuove disposizioni si possano rendere più tenui per il trasporto delle piccole isole, ma al momento non ci sono novità”.
Si sono rivolti agli avvocati, invece, gli abitanti de La Maddalena, dove si è costituito il “Movimento Continuità territoriale”.
“Con questa misura il governo Draghi provoca enorme disagio, senza ottenere benefici. – scrive il comitato in una nota, pubblicata da La Nuova Sardegna - I primi a essere colpiti saranno gli studenti pendolari, molto numerosi sulla tratta La Maddalena-Palau, in entrata e in uscita".
"Ragazze e ragazzi - si legge ancora sul comunicato - che non sono obbligati a nessun tampone o vaccino per entrare a scuola (al chiuso), saranno però obbligati se vogliono prendere un traghetto, dove tra l’altro si può viaggiare all'aperto, che li porti a scuola. Il governo italiano sta scegliendo di creare altri problemi a questi studenti, dopo quelli causati da chiusure troppo precipitose della loro scuola ne gli ultimi 22 mesi”.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала