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Scontro tra governo e sindacati sul ritorno allo smart working, il ministero: "Incomprensibile"

© AP Photo / Pier Paolo CitoMinistro per la pubblica amministrazione nel governo Draghi, Renato Brunetta
Ministro per la pubblica amministrazione nel governo Draghi, Renato Brunetta - Sputnik Italia, 1920, 03.01.2022
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Il ministero della Pubblica Amministrazione esclude la possibilità di un ricorso massiccio allo smart working per contrastare la diffusione della variante Omicron: "Massimo livello di sicurezza sanitaria con il green pass".
Con la variante Omicron il contagio corre veloce anche all’interno degli uffici pubblici. Sono migliaia i lavoratori della pubblica amministrazione in quarantena e si moltiplicano gli appelli dei sindacati e di alcuni partiti, come il Movimento 5 Stelle, per un ritorno allo smart working dopo le vacanze di Natale.
Ma per ora il dipartimento della Funzione Pubblica è deciso a mantenere le regole attuali. “Alla luce della grande flessibilità riconosciuta alle singole amministrazioni e dell’esigua minoranza di dipendenti pubblici che potrebbe realmente lavorare da casa, risulta, dunque, incomprensibile l’invocazione dello smart working per tutto il pubblico impiego”, si legge in una nota.
“Un ‘tutti a casa’ come sperimentato, in assenza dei vaccini, durante la prima fase della pandemia nel 2020, legato al lockdown generalizzato e alla chiusura di tutte le attività economiche e di tutti i servizi, tranne quelli essenziali”, quindi, per ora è escluso.
"La linea fin qui seguita dal Governo, grazie alle vaccinazioni, al green pass e al super green pass, - rivendica il dipartimento - ha reso pienamente compatibile il massimo livello di apertura delle attività economiche, sociali e culturali con il massimo livello di sicurezza sanitaria”.
“La normativa e le regole attuali – ricordano dal ministero capitanato da Renato Brunetta - già permettono ampia flessibilità per organizzare sia la presenza, sia il lavoro a distanza, tanto nel lavoro pubblico quanto nel lavoro privato. Le amministrazioni pubbliche, in particolare, sulla base delle linee guida recentemente approvate con il consenso di tutti (sindacati, Governo, amministrazioni centrali e locali), possono decidere la rotazione del personale consentendo il lavoro agile anche fino al 49 per cento sulla base di una programmazione mensile, o più lunga”.
In più, prosegue il comunicato, la maggior parte dei dipendenti pubblici, come insegnanti, personale sanitario e forze dell’ordine, è già soggetta all’obbligo vaccinale.

Le proteste dei sindacati

Per i sindacati, però, aumentare il ricorso allo smart working è una delle condizioni per non farsi trovare “impreparati” di fronte a questa nuova ondata pandemica. "In questi mesi si è perso tempo prezioso per organizzarsi e dunque ancora non si è pronti per fare in modo che lo smart working possa essere realizzato nel modo migliore possibile”, attacca Natale Di Cola, segretario Fp Cgil di Roma e del Lazio, mentre Tiziana Cignarelli, segretaria generale della Flepar, come si legge sull’agenzia di stampa Adnkronos, ha scritto al premier Mario Draghi per chiedere di utilizzare il lavoro da remoto per rallentare la diffusione del virus.

Smart working, Pregliasco: "Utile". Bassetti: "Errore"

Anche il virologo Fabrizio Pregliasco ha definito “utile” in questa fase “un ritorno massiccio allo smart working”. "Il pericolo maggiore con la variante Omicron – ha spiegato, come si legge sulla stessa agenzia di stampa - ora è la facilità del contagio, quindi va ridotto il numero della gente in giro. L'alto numero dei casi, anche se è vero che per la maggior parte sono banali può diventare un problema".
Per Matteo Bassetti, invece, primario della clinica di Malattie Infettive dell'ospedale San Martino di Genova, tornare allo smart working "sarebbe un grave errore perché noi dobbiamo ora necessariamente andare verso la convivenza con il virus".
"Adesso basta strette, non vorrei tornare indietro. Oggi che abbiamo l'85 per cento di gente vaccinata e che il Covid nel 90 per cento dei casi è un raffreddore, - dice all'Adnkronos - che facciamo torniamo allo smart working? Sono un po' scettico".

La situazione in Europa

In Francia, con i nuovi casi che sono arrivati a sfiorare quota 200mila, l'esecutivo ha preso una direzione opposta rispetto a quella del governo italiano, decidendo di rendere obbligatorio il lavoro da casa dai tre ai quattro giorni a settimana, con la previsione di sanzioni fino a 50mila euro per le aziende che non rispettano le regole.
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