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Anestesisti su no-vax che rifiutano cure: veder negato nostro ruolo è il nuovo Burn-Out

© Sputnik . Grigory SysoevAnestesia
Anestesia - Sputnik Italia, 1920, 03.01.2022
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Un nuovo tipo di sindrome da Burn-Out si diffonde tra gli anestesisti rianimatori italiani, sempre più alle prese con un aumento di ricoveri in terapia intensiva, che spesso riguardano persone del mondo negazionista e no-vax.
Gente che non si limita a rifiutare le cure, ma che nella migliore delle ipotesi vorrebbe imporre la sua terapia medica ai sanitari, oppure usano violenza contro infermieri e medici, fino ad arrivare alle lesioni gravissime.
Si tratta di un'“usura psicologica” legata alla “negazione del proprio ruolo e competenza”, dice il presidente della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione Terapia Intensiva (Siaarti), Antonino Giarratano, commentando il documento Pandemia e rifiuto dei trattamenti di supporto vitale, pubblicato dalla società scientifica sul proprio portale online.
Le tematiche correlate alla tutela della salute del paziente e della sua autodeterminazione nel prestare o negare il proprio consenso a trattamenti terapeutici spesso salvavita, precisa Giarratano, “devono porre all'attenzione di tutti il tema del Burn-Out professionale, cioè di quella 'usura psicologica' che in questi ultimi mesi è cresciuta in modo esponenziale tra gli anestesisti rianimatori, che nelle terapie intensive hanno affrontato la pandemia così carica di sofferenza e morte. All''usura professionale', che fa parte della professione, si è infatti aggiunta un''usura da negazione della correttezza del proprio ruolo e competenza' messa in atto durante il periodo pandemico, spesso con minacce anche di azioni legali”.
Si tratta, conclude Giarratano, citato dall'Ansa, “di una criticità inattesa e gravissima che rischia di creare un pericoloso vulnus tra paziente e medico, rischiando di determinare l'allontanamento anche dei giovani da una professione che oggi, e ancor più domani, necessiterà invece di crescente impegno”.
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