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L'ONU reagisce all'intento del Kosovo di dichiarare uno dei diplomatici russi persona non gradita

© REUTERS / Laura HasaniBandiera Kosovo, Pristina
Bandiera Kosovo, Pristina - Sputnik Italia, 1920, 02.01.2022
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L'ONU ha ricordato al Kosovo che non può dichiarare persona non gradita uno dei suoi dipendenti, dopo che Pristina aveva fatto un tale annuncio riguardo ad un diplomatico russo in missione per l'organizzazione.
Venerdì 31 dicembre, il Kosovo ha dichiarato persona non gradita un diplomatico russo della Missione di amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite in Kosovo. L'ONU ha reagito il giorno successivo ricordando all'autoproclamata repubblica la natura illegale di tale decisione.

La dottrina della 'persona non grata' non è applicabile al personale delle Nazioni Unite e non è prevista dal regolamento UNMIK* 2000/47", ha chiarito in una dichiarazione del 1 gennaio Stéphane Dujarric, portavoce della segreteria generale dell'UNMIK*. dell'organizzazione.

Ha poi aggiunto che la missione e il quartier generale delle Nazioni Unite hanno adottato "misure appropriate per garantire la sicurezza del membro del personale interessato".
In un comunicato pubblicato su Facebook, il ministro degli Esteri dell'autoproclamata repubblica del Kosovo, Donika Gërvalla-Schwartz, aveva giustificato l'annuncio con la "scellerata attività" del diplomatico russo. Ha anche accusato la Russia di voler "minare le conquiste del Kosovo e dei suoi partner, in primis Stati Uniti, Nato e Ue".

La reazione di Mosca

L'ambasciata russa in Serbia ha reagito immediatamente il 31 dicembre, definendo la decisione di Pristina "un'altra provocazione" contro la Russia e l'ONU. Lo scorso ottobre, infatti, il Kosovo ha espulso due diplomatici dall'ambasciata russa in Serbia di stanza a Pristina. Il ministero degli Esteri russo ha quindi invitato l'UNMIK* e la KFOR (Forza per il Kosovo, istituita dalla NATO) a garantire la sicurezza e le condizioni necessarie affinché il personale russo possa operare pienamente in Kosovo.


La situazione del Kosovo

Il Kosovo ha proclamato unilateralmente la sua indipendenza nel 2008, nove anni dopo il conflitto di Belgrado. Lo stesso non è però riconosciuto dalla Russia, dall'ONU o dall'UE. Dal 1999 la missione delle Nazioni Unite è presente per garantire la sicurezza e il rispetto dei diritti fondamentali.
Il territorio è anche un potenziale candidato per l'adesione all'UE, insieme a Serbia, Montenegro, Macedonia del Nord e Albania. Ma tale status resta sospeso a prescindere dal riconoscimento da parte dell'Ue della sua indipendenza nonché sulla risoluzione dei problemi interni del Paese che impediscono ogni procedura di adesione.
Il 23 giugno, quando Emmanuel Macron aveva ricevuto all'Eliseo il primo ministro kosovaro Albin Kurti, gli aveva ricordato la necessità di "risolvere la controversia tra lui e la Serbia", ma anche di avviare "profonde trasformazioni in campo economico, sociale e ambientale", "nonché delle sue istituzioni.
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* UNMIK: United Nations Interim Administration Mission in Kosovo, Missione di Amministrazione ad interim delle Nazioni Unite in Kosovo, n.d.r.
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