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Governo, Gelmini: "Draghi? Per Palazzo Chigi non ci sono alternative"

© AFP 2021 / Andreas SolaroMaria Stella Gelmini, ministra degli Affari generali e Autonomie
Maria Stella Gelmini, ministra degli Affari generali e Autonomie - Sputnik Italia, 1920, 02.01.2022
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Per la ministra degli Affari Regionali, intervistata da La Stampa, non ci sono alternative a Draghi per tenere in piedi l'attuale maggioranza. E sulla candidatura di Berlusconi al Colle: "Sarebbe un segnale di pacificazione nazionale”.
Non è possibile tenere insieme l’attuale maggioranza senza Mario Draghi. E, ad oggi, non esistono “alternative” all’attuale premier per traghettare l’esecutivo fino al 2023.
Il ragionamento del ministro degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, è lineare. Se si vuole mantenere la “stabilità” nel mezzo della “tempesta pandemica”, andare avanti con le riforme e con l’esecuzione del Pnrr italiano, Draghi deve rimanere a Palazzo Chigi.
“Forza Italia ha una grandissima stima nei confronti del professor Draghi, che Berlusconi ha voluto alla guida della Bce. Ha lo standing e le capacità per ricoprire qualsiasi ruolo ed è un eccellente presidente del Consiglio. Il tema è la difficoltà nel sostituirlo, in una fase così delicata, alla guida del governo. E il presidente Berlusconi ha ribadito che la legislatura deve arrivare a conclusione naturale”, ha chiarito la dirigente di Forza Italia, intervistata da La Stampa.
Nel caso in cui l’attuale premier traslocasse al Quirinale, infatti, il rischio è che si imbocchi la strada del voto anticipato.

“Una maggioranza così composita come quella attuale – spiega Gelmini - si regge con una guida autorevole e forte. Difficile immaginare un’alternativa”.

Per mantenere la stabilità, quindi, l’opzione migliore per gli azzurri sarebbe quella di mantenere Draghi a Palazzo Chigi e candidare Silvio Berlusconi al Colle, sebbene il Cavaliere non abbia ancora sciolto le riserve in merito.
Quella del leader di Forza Italia è “la candidatura più autorevole che la nostra coalizione possa avanzare, non ci sono piani B”, ha detto.
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La ministra va anche oltre. “Una simile scelta – aggiunge - rappresenterebbe il superamento di quegli scontri ideologici che tanto male hanno fatto al Paese”.
“Il vero Berlusconi – ammonisce Gelmini - non è quello dipinto da certa stampa o dagli avversari politici, ma quello del discorso di Onna”. Per questo, è convinta che la sua elezione sarebbe “un segnale di pacificazione nazionale”.
La ministra ricorda come il centrodestra sia pronto a giocare un ruolo da protagonista nella partita per il Colle, ricordando che la coalizione ha in questo momento “un vantaggio numerico e politico”.
Lega, FdI e Forza Italia governano “la gran parte delle Regioni”, e, assicura l'azzurra, “ai nastri di partenza abbiamo un numero di gran lunga maggiore di grandi elettori del centro-sinistra e dei 5 Stelle, che ancora non sono una coalizione organica”.
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