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Scienza: com’era la più grande creatura volante nella storia della Terra?

© Foto : Pixabay CC0Scheletro di dinosauro in museo
Scheletro di dinosauro in museo - Sputnik Italia, 1920, 01.01.2022
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Il Journal of Vertebrate Paleontology ha dedicato un numero speciale al Quetzalcoatl, il più grande membro della famiglia degli pterosauri che visse nel Nord America 70 milioni di anni fa.
In 5 degli articoli gli scienziati cercano di indagare in che modo un animale così enorme, con un'apertura alare di 12-15 m, potesse librarsi in aria. Un altro articolo, invece, descrive due nuove specie di Quetzalcoatl di dimensioni più piccole.
I fossili dello pterosauro gigante Quetzalcoatlus furono scoperti nel 1971 in Texas, negli Stati Uniti. Il suo nome deriva da Quetzalcoatlus, il dio azteco del serpente piumato. È la più grande creatura volante conosciuta nella storia della Terra fino ad oggi.
Da allora il gigantesco "pterosauro del Texas" è stato ripetutamente citato in film e fumetti, ma ancora non riusciamo a spiegarci in che modo riuscisse a volare, nonostante la sua importante stazza. Gli scienziati hanno suggerito che il Quetzalcoatlus ondeggiasse sulla punta delle ali prima del decollo, come fa un pipistrello vampiro, o che prendesse velocità allargando e sbattendo le ali, come un albatro, o anche che non potesse volare affatto.
Un nuovo studio fornisce la prova del fatto che probabilmente questo animale inizialmente saltava a un’altezza di circa 2,5 metri e poi cominciava a sbattere le ali.
"Anche se il Quetzalcoatl è conosciuto da ormai 50 anni, è stato poco studiato. Questa è la prima volta che abbiamo condotto uno studio così completo", ha affermato in un comunicato stampa dell'Università del Texas Matthew Brown, direttore della Jackson School of Earth Sciences di Austin, uno degli autori dello studio.
Tutti i fossili di Quetzalcoatlus conosciuti sono conservati nel Museo dell'Università del Texas dove è stata condotta la maggior parte della ricerca. L’inventariazione dettagliata della collezione ha portato alla scoperta da parte dei paleontologi di due specie di Quetzalcoatlus più piccole con un'apertura alare di 5-6 metri, oltre al Quetzalcoatlus northropi gigante precedentemente conosciuto. Una di loro, il Quetzalcoatlus lawsoni, prende il nome da Douglas Lawson, lo scopritore di questi animali.
L'analisi delle ossa di specie più piccole e la simulazione della loro aerodinamica hanno consentito agli scienziati di ricostruire la meccanica del decollo dello pterosauro gigante.
"Gli pterosauri sono dotati di enormi ossa dello sterno a cui si attaccano i loro muscoli preposti al volo, quindi non c'è dubbio che fossero degli ottimi volatili", sostiene Kevin Padian, professore emerito dell'Università della California Berkeley il quale ha condotto lo studio sulla biomeccanica del volo del quetzalcoatl.
Gli autori hanno studiato il contesto geologico in cui sono stati ritrovati i fossili e hanno concluso che i quetzalcoatl fossero simili agli aironi moderni nello stile di vita: infatti, cacciavano da soli in fiumi poco profondi, torrenti e laghi, riunendosi in stormi durante la stagione degli amori. Per esempio, in uno dei siti analizzati, i paleontologi hanno rinvenuto 30 resti di esemplari nelle immediate vicinanze l’uno dell’altro.
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