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Il retroscena sul Quirinale: Franceschini premier e la Lega all'opposizione

© Foto : Evgeny UtkinMatteo Renzi
Matteo Renzi - Sputnik Italia, 1920, 01.01.2022
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Per alcuni quotidiani sarebbe il "piano B" di Matteo Renzi per eleggere Draghi al Colle evitando il voto anticipato e riuscire ad approvare una nuova legge elettorale prima del 2023.
Draghi al Colle e il ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini, a Palazzo Chigi. È l’indiscrezione circolata nei giorni scorsi su alcuni quotidiani. Ad aver individuato l’ex compagno di partito come l’uomo giusto per guidare il governo se Draghi lasciasse il timone dell’esecutivo per andare al Quirinale, sarebbe Matteo Renzi.
Fonti del Corriere della Sera che conoscono bene entrambi assicurano che il piano sarebbe quello di “un ritorno della politica” o al Colle o al governo “per arrivare a fine legislatura”.
Secondo Renzi, si legge sullo stesso quotidiano, per eleggere Draghi al Colle servirebbe “un accordo politico solido e chiaro”. Potrebbe essere quello di una nuova maggioranza Ursula con Coraggio Italia e Forza Italia, e Salvini costretto a restare a guardare. La replica, insomma, dello schema che portò alla nascita del governo Conte Bis, scongiurando il ritorno alle urne auspicato all’epoca dalla Lega.
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Gli obiettivi del leader di Italia Viva, come si legge su Libero, sarebbero due. E cioè: arrivare alla scadenza naturale della legislatura e cambiare la legge elettorale. È questo uno dei risultati a cui punterebbe Matteo Renzi, che solo con il ritorno del proporzionale potrebbe avere voce in capitolo alle prossime politiche.
Il problema è che con Franceschini a Palazzo Chigi la coalizione di centrodestra si spaccherebbe. Difficile, infatti, che la Lega accetti di far parte di un esecutivo guidato dal ministro Dem.
Ma, a dire il vero, è difficile anche che ad un anno dalle elezioni politiche Forza Italia possa decidere di rompere con Lega e FdI.
Intanto, alle indiscrezioni pubblicate sui principali quotidiani italiani Renzi risponde con una della sue E-news.
“Se avessi voluto fare l'ago della bilancia, - si smarca l’ex premier - non avrei mai lavorato per il governo Draghi ma avrei, al contrario, fatto nascere il Conte Ter, dove saremmo stati ben più incisivi e numericamente rilevanti”.
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