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Strappa una falange ad un'infermiera con un morso: l'aggressione choc a Roma

© FotoInfermieri ed operatori sanitari durante Covid
Infermieri ed operatori sanitari durante Covid - Sputnik Italia, 1920, 31.12.2021
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L'ennesima aggressione al personale sanitario all'ospedale San Giovanni di Roma. L'ira dei sindacati: "Riattivare la sicurezza nei pronto soccorso".
Ha cercato di calmarlo mentre dava in escandescenze. Ma lui per tutta risposta le ha morso un dito strappandole una falange. È l’ennesima aggressione consumata in un ospedale romano. Questa volta a farne le spese è stata un’infermiera del pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni, nel centro della Capitale, aggredita da un paziente di 55 anni.
A raccontare la vicenda è Il Messaggero, che spiega come l’uomo, arrivato in stato di agitazione nel nosocomio, fosse stato assistito e sedato. Una volta ripresosi, però, ha cominciato a prendersela con l’operatrice, che tentava nuovamente di calmarlo.
“All'improvviso me lo sono ritrovato addosso era una scheggia impazzita”, ha ricordato la donna, che ha ringraziato i colleghi per averla salvata. Per placare l’individuo è stato necessario l’intervento dei poliziotti. L’infermiera è stata poi medicata.
Negli ospedali la situazione è tornata tesa per effetto della variante Omicron. “Mentre i cittadini sintomatici attendono anche una settimana per poter effettuare un tampone molecolare, i pazienti positivi sono costretti a stazionare nei pronto soccorso anche per dieci giorni”, denuncia Stefano Barone, segretario provinciale del Nursind Roma.
Al San Camillo, ad esempio, secondo lo stesso sindacato, “risultano 82 pazienti in attesa, di cui 52 sono stati presi in carico dal pronto soccorso, ma lasciati fuori dallo stesso per mancanza di posti”, mentre all’ospedale Sant’Andrea “abbiamo registrato ieri ben 88 pazienti all’interno del pronto soccorso di cui il 50 per cento è in attesa di posto letto”.
“Al Policlinico Tor Vergata si registrano ben cinquanta pazienti, in attesa di posto letto, che vengono gestiti da soli due infermieri”, si legge in una nota diffusa dall’organizzazione. Una situazione che aumenta l’insofferenza dei pazienti e dei parenti, e quindi il rischio delle aggressioni al personale sanitario.
“Gli infermieri dei pronto soccorso – denuncia ancora il Nursind - sono ormai allo stremo delle forze”. “Adesso gli si negano anche le ferie”, denuncia Barone con riferimento agli ultimi provvedimenti della Regione Lazio.
“Chiediamo da tempo di riattivare la sicurezza nei presidi e soprattutto nei pronto soccorso”, chiede anche il segretario generale della Cisl Lazio, Roberto Chierchia, sentito dal Messaggero.
E l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato ha espresso “solidarietà e vicinanza al personale sanitario vittima negli ultimi giorni di episodi di violenza”. “I nostri operatori stanno combattendo in prima linea il virus con passione e abnegazione”, ha sottolineato l’assessore.
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