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Il COVID fa tremare la poltrona di Johnson, calano i consensi per il Primo Ministro

© REUTERS / JOHN SIBLEYBritain's Prime Minister Boris Johnson gestures outside Downing Street in London, Britain, March 10, 2021
Britain's Prime Minister Boris Johnson gestures outside Downing Street in London, Britain, March 10, 2021 - Sputnik Italia, 1920, 31.12.2021
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Boris Johnson ha iniziato il suo 2021 come condottiero della Brexit. Ha promesso al popolo britannico vaccini contro il COVID e prosperità economica. Adesso, invece, saluta il nuovo anno da leader indebolito, in grado di irritare molti nel suo stesso partito.
Non si vede la fine della pandemia, l’inflazione e il peggioramento dello stile di vita generale stanno registrando un impatto sull’umore generale. Anche se il primo ministro britannico riuscirà a farcela, si troverà a lavorare in un clima economico totalmente diverso.

Vino senza mascherine

La variante Omicron va a passeggio per la Gran Bretagna e le corsie degli ospedali si stanno riempiendo sempre più. A volte sembra che il governo non presti attenzione alla pandemia.
A dicembre, quasi un centinaio di parlamentari tory hanno votato contro l’obbligo di indossare le mascherine e contro la verifica dei certificati COVID. I conservatori fanno appello alla tradizione britannica del libero pensiero. "Non siamo una società di burocrati, non siamo la Germania nazista", ha dichiarato il deputato tory Marcus Fish.
Il primo ministro britannico Boris Johnson - Sputnik Italia, 1920, 04.12.2021
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A peggiorare le cose vi è lo scandalo scoppiato in seguito alla divulgazione di un filmato della festa tenutasi nella residenza del primo ministro durante il lockdown del 2020.
Johnson siede nel giardino della residenza di Downing Street circondato da 16 ospiti, uno dei quali è l'ex primo ministro David Cameron. L’allegra compagnia si gode un aperitivo con vino e formaggio e nessuno mantiene il distanziamento sociale.
"Solo persone al lavoro che parlano di lavoro", così Johnson ha commentato il filmato e ha sottolineato: quello non era un evento pubblico, quindi non vi era alcuna restrizione anti-COVID.
Tuttavia, anche in pubblico, il primo ministro è apparso spesso senza indossare la mascherina. Johnson stesso ha avuto il COVID, ma questo non gli ha risparmiato le uscite sferzanti sulla stampa. Soprattutto perché Johnson non si è mai distinto per modestia: si pensi soltanto al costo dei lavori di ristrutturazione dei suoi appartamenti, che hanno fatto tanto parlare di lui.
"Il disprezzo per il benessere collettivo è un'eredità della rivoluzione culturale lanciata da Ronald Reagan e Margaret Thatcher negli anni '80. Reagan sosteneva che la peggiore frase che potesse uscire dalla bocca di un politico fosse 'Sono del governo e sono qui per aiutarvi'. E la Thatcher negava ciò che pensava l'opinione pubblica", sostiene l'editorialista di Bloomberg Pankaj Mishra.
Johnson sta cercando di fare ammenda, parlando di provvedimenti per limitare l’emergenza sanitaria, ma di questi se ne parlerà soltanto nel 2022, che potrebbe rivelarsi un anno cruciale per il politico. Gli osservatori credono che Johnson si sia preso una pausa durante queste feste, per pianificare una strategia per il 2022.
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Compagnie aeree britanniche chiedono a Johnson di cancellare test COVID per i passeggeri vaccinati

Buone notizie per Peppa

Il premier ha molto a cui pensare. "Completamente fuori di testa", dicono di lui sui social media.
A novembre ha tenuto un discorso caotico e sconclusionato di fronte ai rappresentanti dell’imprenditoria. È stato costretto a improvvisare, dopo aver perso una delle pagine del testo del discorso.
"Alzi la mano chi è stato al Peppa Pig World. Lo amo, è il mio posto preferito. Le strade sono molto sicure, nelle scuole si mantiene la disciplina e c’è una grande attenzione ai nuovi sistemi di trasporto pubblico”, così Johnson ha elencato in maniera flemmatica le sue impressioni sul parco tematico.
Poi è passato a parlare di economia: ha imitato il suono di un motore in funzione e si è paragonato a Mosè che porta la buona novella relativa alla strategia di sostenibilità per i prossimi anni.
I partecipanti all'evento, tra i quali figuravano alti dirigenti di grandi aziende, hanno descritto il discorso come un completo fallimento. E l'ex primo ministro David Cameron ha dichiarato al Telegraph che l'attuale capo di Downing Street "riesce a farla franca con cose che ai comuni mortali non sono nemmeno permesse”. In verità, si riferiva ad altri momenti, in cui Johnson ha tenuto un comportamento poco consono.
A Cameron, per esempio, non è piaciuto che il governo abbia assunto 3 noti fotografi per dare visibilità alle visite ufficiali. Dopotutto, queste riprese sono un affare della stampa e non c’è motivo di spendere soldi dal bilancio. L'ex primo ministro ha taciuto sul fatto di aver lui stesso ingaggiato il noto Andrew Parsons, che successivamente ha scattato le famose foto di Johnson e del suo cane Dylin nel giardino di Downing Street.
Cameron ha anche ricordato di come nel 2019 l'attuale capo del governo si sia nascosto dai giornalisti in un refrigeratore industriale. Ma di nuovo non ha raccontato la storia per intero.
Allora Johnson arrivò nello Yorkshire di nascosto, per portare personalmente la spesa a una coppia di anziani, e solo a quel punto ha permesso che le riprese iniziassero.

Campanello d’allarme per la leadership

Gli scandali secolari sono solo una parte del problema. Dopotutto, molti politici di spessore sono spesso stravaganti. Un campanello di allarme molto più preoccupante è la sconfitta dei tory al ballottaggio della circoscrizione dello Shropshire settentrionale, che è sempre stata la loro roccaforte. Il partito conservatore ha perso il controllo del parlamento locale dopo il voto del 17 dicembre. In quasi duecento anni di storia, è la prima volta che capita un simile evento. I liberaldemocratici hanno vinto con un margine di 6.000 voti.
I giornalisti speculano sulla stanchezza degli elettori nei confronti della politica interna di Johnson. I liberali festeggiano. "Oggi la gente del Nord Shropshire ha parlato a nome del popolo britannico. Ha detto forte e chiaro: ‘Boris Johnson, la festa è finita’. Il paese chiede a gran voce una leadership vera. Signor Johnson, lei non è più un leader", ha riassunto la candidata liberaldemocratica Helen Morgan.
Ma si tratta solo di uno dei 650 seggi del parlamento britannico. Le votazioni si sono tenute lontano dal regolare ciclo elettorale, perché il deputato toryin carica si è dimesso. È emerso, infatti, che era un lobbista privato, attività che i membri della Camera non sono autorizzati a porre in essere.
Johnson non ha battuto ciglio. Ha detto di capire la frustrazione degli elettori: "Naturalmente mi assunto personalmente la responsabilità”.
Le prossime elezioni nazionali si terranno nel 2024, ma il 62% dei britannici pensa che sia improbabile che Johnson mantenga la carica anche solo fino alla fine del 2022. Questo è ciò che ha mostrato un sondaggio di opinione, condotto nel mese di dicembre dalla società di ricerche di mercato Ipsos MORI. Anche il Sunday Times ha effettuato una raccolta di informazioni, intervistando oltre 25.000 persone. Anche in questo caso, i sondaggi non sono a favore di Johnson: in un'elezione anticipata, i laburisti otterrebbero il 40% dei voti e i tory il 32%.
Tuttavia, a giudicare dai grafici di Ipsos Mori, le valutazioni di quasi tutti i primi ministri precedenti, a partire da Margaret Thatcher, sono scese ancora più in basso, rispetto a quelle di Johnson, e non sempre questi valori sono stati poi sintomo di dimissioni.

Molto male per il governo

Gli analisti politici britannici credono che il futuro della presidenza di Johnson dipenda dal raggiungimento di 3 obiettivi: contenere la pandemia, migliorare lo stile di vita dei cittadini e accelerare la crescita economica.
Oggi però il quadro è opposto: il mercato è in calo e i prezzi aumentano. Il sociologo James Frein, fondatore dell’agenzia Public First, ritiene che l'aumento dei contributi previdenziali e dei prezzi dell'energia potrebbero colpire duramente gli elettori della classe operaia. "Quando all’ordine del giorno spicca il tema dello stile di vita, allora il governo se la sta passando molto male", sottolinea il ricercatore.
In effetti, la vita nel Paese è molto costosa. Queste politiche sociali sono state avviate prima di Johnson, ma spetterà a lui affrontare i problemi ad esse correlati. O a un'altra persona capace di farlo.
"I prezzi delle case in affitto sono molto alti. E la contrazione di un mutuo ad opera di soggetti provenienti dall’estero è molto svantaggiosa. Ciò significa che comprare un immobile è molto costoso. Sono pochissime le banche che concedono un mutuo. Bisogna dimostrare di avere delle entrate molto importanti per permettersi questo lusso”, spiega Alina (che chiede che non venga divulgato il suo cognome), la quale si è trasferita da Mosca a Bath con il marito 2 anni fa.
"Sì, l’assistenza sanitaria, per esempio, è gratuita", continua. “Ma non si riceve un aiuto tempestivo. Un medico ti può dire: ho bisogno di consultare un farmacista. Si aspetta una settimana il riscontro del farmacista. Finalmente questo risponde. Poi si aspetta un'altra settimana per il parere del medico che alla fine ti dice: non sono del tutto sicuro, ho bisogno di consultare un terzo collega. E così via”.
Alina ha avuto difficoltà a trovare un pediatra: c'è voluto molto tempo perché a suo figlio fosse prescritta la giusta formula ipoallergenica. "Una persona può ammalarsi e non ricevere aiuto adeguato. Questo problema è comparso per la prima volta con Johnson. Stanno promuovendo attivamente la telemedicina e le chat con i medici. Una soluzione piuttosto bizzarra al problema", osserva.

Tory contro tory

Anche in politica estera Johnson non riscuote molto successo. È consapevole che la sua promessa di "riprendere il controllo sulle frontiere della Gran Bretagna" sarà oggetto di scherno, se centinaia di migranti continueranno ad attraversare illegalmente la Manica dalla parte francese.
Un altro documento urgente sulla scrivania di Downing Street è il negoziato post-Brexit sull'Irlanda del Nord, che è diventato uno scoglio per il commercio della Gran Bretagna con l'UE. Johnson ritiene che la questione debba essere risolta entro la fine di febbraio, prima delle elezioni dell'Assemblea della Repubblica. Se il partito Sinn Féin otterrà la maggioranza in Irlanda del Nord, le relazioni di Belfast con Londra si raffredderanno.
Britain's Foreign Minister Boris Johnson adjusts his hair at the beginning of a working session during the G-20 Foreign Ministers meeting in Bonn, Germany, Thursday, Feb. 16, 2017.  - Sputnik Italia, 1920, 08.12.2021
Brexit e la questione dell'Irlanda del Nord: la patata bollente di Boris Johnson
Tuttavia, avendo perso in Europa, i tory possono recuperare in Asia. Nel 2020 Johnson ha tenuto un patetico discorso a Greenwich, in cui ha paragonato il regno dopo la Brexit a un "Superman che conquista il mondo". Poi, con lo slogan "Britainnia Globale", il governo ha stretto una serie di accordi di libero scambio con diversi paesi del continente oceanico.
Johnson ha molto carisma, ma ha dei rivali piuttosto forti. Il principale contendente è la ministra degli Esteri Liz Truss: questa sta conducendo i negoziati del post-Brexit ed è incline a gestire gli affari, a giudicare dal suo precedente bagaglio politico, in maniera piuttosto rigida.
Il secondo candidato è il Cancelliere del Tesoro, Rishi Sunak. Entrambi sono consapevoli delle loro possibilità.
"Tuttavia, Johnson è un politico esperto. Ha guadagnato una credibilità significativa, sia nel partito che nell'opinione pubblica, quando ha portato a termine l'operazione Brexit. Ma, indipendentemente da chi sia al potere in questo momento, qualsiasi decisione che coinvolga le restrizioni pandemiche causerà una reazione negativa", ha dichiarato Natalia Eremina, docente presso la facoltà di Relazioni internazionali dell'Università statale di San Pietroburgo. “Alcuni conservatori la vedrebbero come una violazione dei diritti umani. E alcuni deputati laburisti la criticheranno, sottolineando l'inadeguatezza delle contromisure”.
Secondo la docente, il primo ministro britannico è al momento un comodo bersaglio per le critiche. Detto questo, ci sono pochi uomini coraggiosi pronti ad assumere l'autorità e la piena responsabilità. Non c'è spazio di manovra. Pertanto, conclude la Eremina, Johnson resisterà.
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