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Covid, l'infettivologo Cascio: "Così Omicron può aiutarci ad uscire dalla pandemia"

© Sputnik . Dominique Boutin / Vai alla galleria fotograficaGiovani con le mascherine a Parigi
Giovani con le mascherine a Parigi - Sputnik Italia, 1920, 31.12.2021
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Secondo Antonio Cascio, infettivologo dell’ospedale civico di Palermo è proprio grazie alla nuova mutazione del virus che la fine della pandemia potrebbe essere più vicina.
“La storia delle pandemie ci insegna che gli agenti patogeni tendono a diventare meno cattivi e più diffusivi. Questo è quello che sta succedendo con il Covid con la sua variante Omicron”, ha detto.
Il medico, come si legge sul quotidiano La Sicilia, sostiene che proprio per effetto di Omicron si potrà raggiungere una sorta di immunità collettiva. Insomma, dice l’infettivologo, “Grazie alle vaccinazioni che hanno fatto tantissimo e anche per la diffusione della nuova variante” la fine della pandemia appare più vicina.
“Omicron si sta diffondendo a macchia d’olio, di fatto tante persone potranno contrarre l’infezione. Molti avranno una malattia leggera, soprattutto se sono vaccinati, chi non lo è rischierà una malattia più severa”, ha spiegato.
“Molte persone – ha aggiunto - verranno a contatto col virus e quindi avranno una sorta di difesa immunitaria”. Non è ancora il momento, però, di abbassare la guardia, avverte l’esperto.
“I rischi sono ancora alti, - precisa - anche se Omicron è un’infezione meno cattiva, nel caso in cui colpisse un soggetto anziano o fragile, o anche una persona apparentemente in buona salute, si possono subire gravi conseguenze”.

I dati sulla letalità

Anche per il virologo Fabrizio Pregliasco, intervistato dal Corriere della Sera, la variante Omicron sembrerebbe essere meno aggressiva.
“Dati di diversi Paesi ad oggi ci dicono che questa variante del Covid, almeno per i vaccinati, presenta effetti più lievi delle altre”, ha spiegato. “La mortalità – ha aggiunto - è molto più bassa, dello 0,3 per cento invece che del 3 per cento”.
Il problema è rappresentato dalla diffusione molto più veloce. “Se i casi aumentano ancora però – avverte Pregliasco - la pressione sul Servizio sanitario nazionale potrebbe oltrepassare limiti che è meglio non sfidare mai più”.

I sintomi della nuova variante

Ma quali sono i sintomi della variante Omicron. Secondo un approfondimento dell’Adnkronos, sarebbero più simili a quelli del raffreddore: naso che cola e starnuti, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari e mal di gola. In nessun caso è stata manifestata la perdita di olfatto e gusto, mentre i tempi di incubazione sarebbero molto più rapidi rispetto alla variante Delta.

Tre studi indipendenti condotti in Giappone, Regno Unito ed Hong Kong, inoltre, citati dalla stessa agenzia di stampa, mostrerebbero che con la variante Omicron ci sarebbe una "infettività ridotta" a carico dei polmoni.

“Il fatto che il virus possa aver perso virulenza ci fa piacere, perché noi stiamo aspettando che il virus si adatti sempre di più all'uomo diventando meno aggressivo", aveva detto nei giorni scorsi anche il primario di Infettivologia del Policlinico di Tor Vergata.
Ma, ha avvertito, per trasformarsi in un semplice raffreddore il Covid “ci metterà non meno di 10 anni".
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