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Niente di cui vergognarsi: Zuckerberg chiede allo staff di non scusarsi per i ‘Facebook Papers’

© Sputnik . Vladimir Astapkovich / Vai alla galleria fotograficaMark Zuckerberg, amministratore delegato di Facebook
Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Facebook - Sputnik Italia, 1920, 30.12.2021
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Dalla pubblicazione dei cosiddetti "Facebook Papers" in poi, la Facebook Inc., oggi ufficialmente Meta, ha dovuto lottare per respingere critiche e persino azioni legali con accuse di disinformazione e uso immorale dei propri algoritmi, al fine di ottenere maggiori profitti. Ma non c’è nulla di cui scusarsi, avrebbe suggerito Zuckerberg.
Dopo le rivelazioni dell'ex dipendente Frances Haugen, secondo le quali l’azienda non avrebbe fatto abbastanza contro la disinformazione e l’incitamento all’odio, preferendo puntare più sui facili guadagni che la prevenzione, l'azienda, ora ufficialmente Meta Platform Inc., ha dovuto affrontare serie traversie con azioni legali persino di fronte al Congresso degli Stati Uniti.
L’azienda era finita sotto inchiesta formale agli inizi di ottobre, quando l'ex dipendente, la product manager Frances Haugen, aveva dichiarato al Congresso che la dirigenza fosse consapevole di aver inflitto danni alla salute mentale degli adolescenti, ma non aver fatto molto per impedire i contenuti che promuovono odio e divisione, mettendo i profitti al di sopra della sicurezza degli utenti.
Tra le accuse spiccava quella di aver fondamentalmente applicato troppa poca censura ed aver favorito la diffusione delle proteste che portarono ai fatti del 6 gennaio al Campidoglio USA.
Da allora, si sono tenute quattro udienze del Congresso degli Stati Uniti sulle questioni sollevate dall'ex dipendente e una coalizione bipartisan di procuratori generali di stato ha avviato un'indagine sugli effetti di Instagram sui bambini. Inoltre, più di una mezza dozzina di dirigenti e dipendenti Meta senior hanno lasciato o annunciato le loro partenze.
Il CEO di Facebook Mark Zuckerberg aveva, tuttavia, respinto le accuse, affermando che la società si preoccupa profondamente di questioni come la sicurezza, il benessere e la salute mentale, facendo intendere di sentire la propria coscienza a posto.
In un documento interno, datato 23 ottobre, il vicepresidente degli affari globali di Facebook, Nick Clegg, consigliava già allora i dipendenti di "ascoltare e imparare dalle critiche quando sono giuste, ma respingerle con forza quando non lo sono", esortando i lavoratori a tenere la "testa alta".

Ieri, il Wall Street Journal ha riportato che il CEO di Meta, Mark Zuckerberg, avrebbe rinforzato il concetto, dicendo esplicitamente ai suoi dipendenti di non scusarsi per i difetti di Facebook, ed anzi reagire alle critiche difendendo più attivamente l’azienda, mentre membri dello staff avrebbero cercato di far notare ai legislatori a Washington DC che Frances Haugen sarebbe motivata dalla vicinanza politica ai democratici.

Secondo il rapporto del giornale americano, che cita addetti ai lavori, senza tuttavia farne i nomi, il team dell'azienda nel Distretto di Columbia avrebbe contattato i repubblicani, affermando che la Haugen sarebbe una vera e propria attivista democratica, motivo per cui la sua credibilità andrebbe rivista.
Meta si difende citando anche i miliardi di dollari di investimenti fatti per la sicurezza online di Facebook e Instagram, nonché tutte le collaborazioni con gruppi ed esperti di terze parti, tuttavia le accuse della Haugen sono state ben accolte da coloro che chiedono un controllo maggiore sulla libertà di espressione online, porgendo il servizio per un possibile via libera a maggior censure da parte dei legislatori.
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