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Letta: “Sì all’obbligo vaccinale". E sul Quirinale, "Senza unità il governo cade”

© AP Photo / Riccardo De LucaEnrico Letta
Enrico Letta - Sputnik Italia, 1920, 30.12.2021
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Il segretario del Pd rilancia anche sul lavoro da remoto, per far continuare a crescere il Paese. Sulla corsa al Colle: “Draghi va protetto. Berlusconi per me non è in campo”.
Il segretario del Pd Enrico Letta, intervistato da Repubblica, è netto sulle due questioni principali che tengono attualmente banco: pandemia e Quirinale.
Da una parte è convinto che sia arrivato il momento di imporre “l’obbligo vaccinale e tornare allo smart working”, dall’altro spinge per “la continuità di governo” e un capo di stato eletto “a larghissima maggioranza, una forzatura da una parte o dall’altra farebbe cadere il governo”.

Terza dose arma vincente

Letta commenta le decisioni prese sulle quarantene e sulle nuove regole legate al super green pass e promuove il governo che “sta facendo bene, approvo totalmente le misure discusse in cabina di regia e penso che ora bisogna prepararsi al passo successivo, cioè l’obbligo vaccinale e il ritorno allo smart working”.
“Tutti i dati dicono che la terza dose è l’arma più efficace nel contrastare la variante Omicron. Di obbligo si parla da settimane e la scelta è matura per il Paese e per l’Europa”.
In particolare, per Letta, il ritorno al lavoro a distanza è un metodo che durante la pandemia ha insegnato come “si può mantenere viva l’economia”.
Questo, però, non significa anche Dad: “La scuola no, serve la presenza. Sono contrario all’allungamento delle vacanze di Natale e al ritorno alla didattica a distanza”.

Draghi “da proteggere”

Il segretario Dem, parlando di Quirinale, premette di non aver visto nelle parole del premier Mario Draghi, nella conferenza di fine anno, “una autocandidatura. Su un’eventuale ipotesi Draghi al Colle, come sugli altri nomi che garantiscono ampio consenso, decideremo tutti insieme e al momento debito, la mia personale opinione non conta”.
“Quel che so per certo è che Draghi va comunque protetto e tutelato per il bene del Paese” e “dobbiamo tenercelo stretto, in un modo o nell’altro”, perché “Draghi è un’assicurazione sulla vita”.
Per Letta, “la via maestra è la continuità di governo e la stabilità. Il 2022 non può essere un anno elettorale”.

E per eleggere il nuovo presidente della Repubblica serve “una larghissima maggioranza, un capo dello Stato non divisivo e non eletto sul filo dei voti”, per questo “ci può essere una maggioranza più larga, non più stretta, altrimenti il governo cadrebbe”.

E su Berlusconi al Colle: “Non è candidato ufficialmente, quindi per me non è in campo. Certo il profilo che ho delineato per la figura del capo dello Stato non va nella sua direzione”.
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