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L’allarme della Cgia: 500mila posti di lavoro a rischio per il caro-energia

© Fotolia / peerawat444Linea elettrica
Linea elettrica - Sputnik Italia, 1920, 30.12.2021
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Molte aziende del vetro, della carta, della ceramica, del cemento e della plastica rischiano di dover fermare la produzione, lasciando a casa i propri dipendenti.
Su 1,8 milioni di lavoratori impiegati nei settori di produzione ad alto consumo di energia, circa 500mila potrebbero perdere il loro posto di lavoro a causa dell’aumento del costo dell’energia.
La stima allarmante è stata diffusa dalla Cgia di Mestre che in uno studio ha analizzato quali sono i comparti energivori messi a dura prova dal caro-energia.
Nei prossimi mesi, con variazioni annue delle tariffe che in alcuni comparti rischiano di raggiungere il +250%, molte aziende del vetro, della carta e della ceramica, ma anche del cemento, della plastica e della produzione dei laterizi potrebbero essere costrette a fermare la produzione, perché non in grado di far fronte all’aumento esponenziale di questi costi fissi. Toccati anche i settori della meccanica pesante, dell’alimentazione e della chimica.
I lavoratori di realtà come quella della industria alimentare e tessile, chimica, ma anche della fabbricazione di carta e della industria metallurgica andranno quasi certamente in grande sofferenza in breve tempo.

A rischio il Made in Italy

Secondo la Cgia “a soffrire più di tutti saranno poi i marchi Made in Italy: l’esplosione dei prezzi colpirà indistintamente tutte le attività ma quelle a marchio italiano rischieranno maggiormente”.
Sono proprio quei settori che stanno contribuendo alla ripresa economica con vendite all’estero senza precedenti, ma che rischiano di subire un duro contraccolpo dall’aumento dei prezzi dell’energia.
Tra i distretti in pericolo e più da tutelare individuati dalla Cgia, quello Cartario di Lucca-Capannori, le Materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova; i Metalli di Brescia-Lumezzane; il settore Metalmeccanico del basso mantovano e di Lecco; le piastrelle di Sassuolo; la Termomeccanica di Padova e il Vetro di Murano.

Perché aumentano i prezzi

Secondo l’Ufficio Studi, il costo dell’energia ha due fattori principali: “In primo luogo c’è il tema dell’acquisto delle quote di emissione di CO2 (il cui prezzo è quadruplicato negli ultimi mesi e, per almeno il 40%, si sta scaricando sul costo dell’energia)”.
In seconda battuta, “la fallimentare politica di approvvigionamento del gas naturale che ha mostrato molti limiti facendo schizzare i prezzi di oltre sei volte rispetto ai primi mesi di quest’anno”.
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