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Nuovo incidente alla centrale nucleare francese di Tricastin, vicino al confine italiano

CC BY 3.0 / / Centrale nucleare di Ascó
Centrale nucleare di Ascó - Sputnik Italia, 1920, 29.12.2021
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È la seconda fuga di trizio in due anni. L’evento è datato al 25 novembre, ma l’isotopo radioattivo si è diffuso anche nei giorni successivi, a causa delle precipitazioni penetrando nel terreno circostante all’impianto.
Anche se l’incidente è stato classificato al grado zero della scala internazionale degli eventi nucleari Ines, la fuga di trizio, la seconda in due anni, alla centrale nucleare di Tricastin, in Francia, ad appena 250 chilometri da Torino, desta preoccupazione.
L’impianto, in funzione dal 1974 con quattro reattori ad acqua pressurizzata (Epr), ha subito un incidente lo scorso 25 novembre che ha causato la contaminazione da trizio, un isotopo radioattivo dell’idrogeno, nelle acque sotterranee alla centrale.
L’autorità per la sicurezza nucleare (Asn) ha garantito che la perdita è stata contenuta e non è stata rilevata alcuna contaminazione nelle acque sotterranee al di fuori del sito: "Circa 900 litri di effluenti contenenti trizio sono penetrati nel terreno tra il 25 novembre e l’8 dicembre 2021”.

Il gestore di Tricastin, Électricité de France (Edf), però, ha parlato di un “evento significativo”.

Ecco cosa è accaduto

Nel corso delle operazioni dei quattro reattori ad acqua pressurizzata da 915 MW ciascuno, gli effluenti radioattivi liquidi che vengono utilizzati nella produzione di energia vengono trasferiti in diversi serbatoi di stoccaggio.

Lo scorso 25 novembre uno dei serbatoi non aveva abbastanza spazio, ma i sensori non lo hanno rilevato e gli effluenti trasferiti sono tracimati e sono finiti in un pozzetto di recupero.

Da qui, a causa della quantità eccedente dal serbatoio nel pozzetto, parte degli effluenti è finita in grondaie di raccolta dell’acqua piovana.

L’8 dicembre, dopo forti piogge, le grondaie sono state svuotate, recuperando parte dei liquidi radioattivi, ma 900 litri contenenti trizio si sono infiltrati nel terreno “causando un’attività radiologica anormale” a causa della mancata tenuta stagna delle grondaie.

Dopo l’accaduto, è stato misurato il valore di trizio: il grado massimo è stato di 28.900 Bq/l (Becquerel per litro) il 12 dicembre. Da allora è in costante diminuzione. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, la soglia per l’acqua potabile è 10.000 Bq/l.

Le centrali al confine che preoccupano l’Italia

In Francia, oltre ai reattori di Tricastin, per cui Parigi ha deciso di prolungare di dieci anni l’operatività, come per altri 32 impianti, si contano altri tre impianti vicini al confine italiano.

Si tratta delle centrali di Cruas, Saint Alban e Bugey.

Insieme a Tricastin, questi reattori sono in zone di moderato o medio rischio sismico e destano preoccupazioni per l’Italia, nel caso avvenisse un incidente serio.
L’Italia, nei mesi passati, ha chiesto di poter esprimere il suo parere sull’estensione dell’operabilità delle centrali, proprio per i possibili danni collegati in territorio italiano, ma le autorità francesi hanno tirato dritto.
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