Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Vicepremier russo Novak: ecco perché i prezzi del gas in Europa salgono

© Sputnik . Alexandr Kryazhev / Vai alla galleria fotograficaAlexander Novak, ministro dell'Energia della Federazione Russa.
Alexander Novak, ministro dell'Energia della Federazione Russa. - Sputnik Italia, 1920, 29.12.2021
Seguici su
Il vice primo ministro russo, Alexander Novak, ha spiegato quali sono le principali ragioni per cui il prezzo del gas in Europa è drasticamente aumentato nel 2021. Prima tra tutte c’è il rifiuto della UE di affidarsi a solidi contratti di lungo periodo, per puntare piuttosto ai rischiosi e voltatili acquisti spot.
Il 21 dicembre, i prezzi spot del gas in Europa hanno raggiunto il massimo storico, superando per la prima volta i 2.000 dollari per 1.000 metri cubi. In precedenza, di solito non superavano i 300-400 dollari. Come si è potuto verificare un incremento di questo genere è stato chiesto dal media russo RBC al vice primo ministro Alexander Novak (Donetsk, classe 1971), che per altro possiede ampia e specifica competenza in materia, essendo stato Ministro dell’Energia dal 2012 al 2020.
Novak ha spiegato che, prima tra tutte, la ragione è la rinuncia dell’Unione Europea dei contratti a lungo termine con i fornitori russi, aggiungendo poi una serie di altre concause che l’holding multimediale russa RBS ha elencato nell’articolo pubblicato stamane.
La Commissione europea sta "volutamente" abbandonando i principi di base degli investimenti a lungo termine e dei contratti a lungo termine in questo settore, in favore di contratti spot, ha affermato Novak. Secondo il vice primo ministro, lo spot presuppone la soddisfazione delle offerte nel presente, senza capire cosa accadrà sul mercato nel medio e lungo termine.
“Ciò ha portato al fatto che nell'estate del 2021, quando è stato necessario pompare gas negli stoccaggi sotterranei, il gas naturale liquefatto (GNL) fornito con contratti a pronti, su cui l'Europa puntava, è andato a altri mercati economicamente più favorevoli", ha affermato Novak. Il GNL dagli Stati Uniti, dal Qatar e dall'Australia è stato principalmente diretto alla regione Asia-Pacifico. Di conseguenza, c'è stata una carenza di gas in Europa e i prezzi sono aumentati, ha spiegato Novak.
Un altro motivo è il calo della propria produzione di gas. Ad esempio, dal 2013, le forniture di gas dall'Olanda sono diminuite del 70% e, in generale, la produzione delle aziende europee è diminuita del 22%. I vecchi depositi si stanno esaurendo, servono investimenti per svilupparne di nuovi, sottolinea il vicepremier. “Soprattutto in Europa, si tratta di giacimenti offshore, che sono piuttosto costosi, richiedono il sostegno statale e attirano finanziamenti a basso costo. Ma cosa stiamo vedendo? Si raccomanda alle banche di non finanziare i tradizionali progetti di idrocarburi, compresa la produzione di petrolio e gas. Ciò porterà al fatto che ci saranno ancora più carenze nel mercato", avverte.
Novak ha poi citato il freddo inverno del 2020/21 come ulterirore motivo della crisi del gas. “A causa del periodo invernale più lungo, il tempo per il pompaggio del gas negli impianti di stoccaggio sotterranei (UGS) è stato ridotto di circa tre settimane. Ciò non ha consentito di creare riserve di gas nel volume richiesto durante il periodo estivo ", ha detto. Ad esempio, durante il periodo invernale sono stati prelevati circa 66 miliardi di metri cubi ma dagli impianti UGS in Europa e nel periodo estivo sono stati pompati solo 47,8 miliardi di metri cubi. Quindi c’è stato un deficit di quasi 18 miliardi di metri cubi. "Ovviamente il mercato, ha reagito a questa carenza di gas", ha detto.
L'ultimo motivo sono i rischi di una ripetizione del freddo inverno e della mancanza di gas. “I prezzi dei futures per la consegna nel primo trimestre 2022 stanno già reagendo, ponendo i rischi di un inverno freddo e volumi di gas insufficienti, quindi i prezzi stanno aumentando. Questa è una reazione di mercato molto comune”, ha concluso il vice primo ministro.
Novak ritiene in generale che l'Europa dovrebbe avere una previsione chiara del bilancio energetico e dei combustibili e utilizzarla per pianificare consumi e volumi di approvvigionamento nel medio e lungo termine. “Che siano spot e Gnl, ma bisogna concludere anche contratti a lungo termine, che garantiscano la componente base delle forniture di gas all'Europa”, ha affermato in conclusione.
Cucina a gas - Sputnik Italia, 1920, 28.12.2021
Crisi del gas, Russia: "I contratti a lungo termine garantiscono più sicurezza ai paesi europei"
Contrariamente a quanto ci si potesse aspettare, l’ex Ministro russo per l’energia, con lunga esperienza specifica, non ha puntato particolarmente l’indice contro l’ostracismo mostrato da Stati Uniti e UE nei confronti del Nord Stream-2 che, pur di fatto pronto, non può ancora fornire il gas per motivazioni che sembrano molto più politiche che pratiche.
Questo particolare potrebbe far pensare che il problema del gas in Europa sia più strutturale che contingente e, indipendentemente dai fornitori, forniture e gasdotti, continuando a perseguire politiche di breve periodo, probabilmente rimarrà comunque un problema.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала