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Covid Italia, le Regioni chiedono al Cts l'azzeramento della quarantena per i vaccinati col richiamo

© Sputnik . Evgeny UtkinPersone in mascherina
Persone in mascherina - Sputnik Italia, 1920, 29.12.2021
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Oggi alle 11 è convocata la riunione del Comitato tecnico scientifico, che si prouncerà su questa e altre questioni.
Con un nuovo record di contagi frantumato (ieri oltre 78.000 i positivi), l'Italia va verso un cambio dei tempi delle quarantene, per evitare il blocco del Paese a causa dell'isolamento dei contatti dei positivi.
A pronunciarsi sulla questione oggi sarà il Cts, convocato negli scorsi giorni dal Governo, con la riunione che dovrebbe cominciare oggi intorno alle ore 11.
A premere per una revisione delle procedure e i tempi di quarantena sono soprattutto le Regioni e alcuni componenti dell'attuale maggioranza.
La Conferenza delle Regioni, in particolare, dopo essersi riunita invierà un documento al Cts, contenente una serie di richieste sulla gestione dell'autoisolamento.
In primo luogo, i presidenti e i governatori chiedono un azzeramento della quarantena, al quale però si dovrà affiancare l'obbligo di Ffp2 e autosorveglianza per le persone che hanno copertura vaccinale completa, richiamo compreso, e un tempo di 5 giorni per chi ha già ricevuto due dosi.
Modifiche necessarie, secondo le Regioni, a fronte del dilagare della variante Omicron e del fatto che sia completamente saltato il sistema di tracciamento.

Le ipotesi sul tavolo

L'ipotesi più probabile, ad oggi, è quella di una riduzione della quarantena da sette a cinque giorni per chi è vaccinato con terza dose.
Nessun cambiamento, invece, per quanto riguarda i no-vax, che dovranno rimanere in isolamento obbligatorio per 10 giorni.

Allo studio dei tecnici c'è poi una revisione dei criteri di definizione di 'contatto stretto', ma anche della definizione di 'basso rischio', cioè quello stato che, in base alla circolare dello scorso agosto, può permettere la revoca della quarantena in seguito a test antigenico o molecolare negativo in assenza di sintomi.

Eventuali deroghe, poi, potrebbero arrivare per gli operatori sanitari, che potrebbero vedersi ridurre i giorni di quarantena per essere venuti a contatto con soggetti positivi fuori dal proprio ambiente lavorativo.
Ciò, stando a quanto trapelato, servirebbe ad evitare carenze di personale in uno dei settori vitali e al contempo maggiormente colpito dal numero di contagi.
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Possibile obbligo vaccinale per nuove categorie

Oltre alla questione della riduzione dei tempi di quarantena, il Governo starebbe valutando l'ipotesi di introdurre l'obbligo vaccinale per nuove categorie di lavoratori, oltre a sanitari, insegnanti e forze dell'ordine.
In particolare, il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta ha auspicato nelle scorse ore "un super green pass per tutto il mondo del lavoro, pubblico, privato e autonomo".
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