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Turismo, la preoccupazione dei comuni montani: "Stimiamo il 60% di disdette sulle prenotazioni"

© Sputnik . Maksim Blinov / Vai alla galleria fotograficaRagazza sullo snowboard, sci, sciare
Ragazza sullo snowboard, sci, sciare - Sputnik Italia, 1920, 28.12.2021
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I danni per le imprese del turismo invernale potrebbero essere addirittura superiori a quelli del 2020-2021, secondo Uncem.
"La stima è del 60 per cento di disdette di prenotazioni che erano state fatte nei territori montani alpini e appenninici fino all'Epifania".
A lanciare l'allarme per la stagione invernale, ed in partciolare per il turismo tra Capodanno e la Befana, è Marco Bussone, presidente nazionale dell'Unione dei Comuni montani (Uncem).
"Siamo preoccupati. Perché tra gli operatori turistici, albergatori e ristoratori in particolare, oggi regna l'incertezza. Tanta. E fioccano le telefonate di disdetta. Che quest'anno sono più dannose dello scorso anno", sono state le parole di Bussone.
Secondo l'Uncem, il danno sulla stagione 2021-2022 potrebbe essere molto peggiore rispetto all'anno passato, in quanto nel 2020 albergatori e ristoratori erano coscienti del fatto che sarebbero rimasti con numeri ridotti.

"Quest'anno no, e quanto previsto, anche come magazzino di prodotti, a novembre 2021 oggi è impossibile da ammortizzare", ha spiegato il presidente Bussone.

Secondo l'Uncem, in questa fase di forte ed improvvisa decrescita, "dettata da disdette e mancanza di prenotazioni", risulta fondamentale "un impegno forte politico" e non va esclusa a prescindere l'ipotesi di nuovi ristori.
"Devono agire Governo e Parlamento, con le Regioni. Nessuno può escludere che serviranno dei ristori. Oppure l'attivazione di specifici fondi di rotazione per le imprese turistiche. Lo capiremo nelle prossime settimane. L'incertezza per ora domina tra tutti, compresi ovviamente i sindaci. Siamo inermi di fronte a questa quarta ondata.
In conclusione, Bussone ha espresso un auspicio circa il fatto che il peggioramento della congiuntura pandemica e le misure restrittive che verranno prese non vadano ulteriormente a penalizzare la montagna e le attività sportive all'aperto che vi si svolgono, con conseguenze irrimediabili per tutto il settore turistico invernale.
"Comunque sappiamo che la montagna, gli spazi aperti e anche lo sci, le attività su pista, su neve e su ghiaccio, con mascherina e altre protezioni imposte dalle normative, sono meno contagiose rispetto ad altre situazioni dove si concentrano molte persone. Gli spazi aperti della montagna non sono causa del Covid, ma molto spesso sono invece soluzione alla diffusione del contagio. Sempre con mascherina ovviamente e con il vaccino per tutti, con numeri che Uncem auspica possano crescere anche nei piccoli comuni e sui territori grazie a una campagna ad hoc nella quale crediamo con il Governo e con il Commissario Figliuolo", ha concluso Bussone.
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