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Svezia, corso sulla ‘bianchezza critica’ ridicolizzato dal saggio bufala di uno studente

Cappuccino
Cappuccino - Sputnik Italia, 1920, 28.12.2021
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Il saggio di uno studente, scritto per provocazione nei confronti di un corso di ‘bianchezza critica’ che egli ha voluto contestare, intitolato "Bevande in bianco e nero", nel quale affermava che fosse razzista mescolare il latte bianco con il caffè nero, è stato preso seriamente dall’Università di Stoccolma e valutato con tanto di elogi.
L’intenzione del 27enne Arvid Haag, per sua stessa ammissione e per l’evidenza di quello che aveva scritto, sarebbe dovuta essere quella di provocare i suoi professori al corso di ‘bianchezza critica’ della sua facoltà a Stoccolma.
Del resto, il testo, intitolato Bevande in bianco e nero, era quanto di più volutamente strampalato si potesse inventare, scritto in tre ore di puro divertimento ed enfasi provocatorie, nonché senza un minimo di riferimenti bibliografici reali, ma solo inventati.
Tra le altre cose, il saggio suggeriva che il latte bianco togliesse le proprietà uniche del caffè nero, lo "addomesticasse" e "controllasse", facendo un punto sulla "colonizzazione basata sulla bevanda".
Haag ha descritto come la commercializzazione del caffè sia stata caratterizzata dall'evidenziazione degli "elementi neri ed esotici" della bevanda. Con il latte, invece, si è sottolineato "il locale e il bianco", riporta il giornale locale Fria Tider, che non si è fatto scrupolo di ridicolizzare l’Università, riportando stralci del saggio sarcastico.

"La domanda che ci si può chiedere è se si sia realmente verificata una riconciliazione tra latte e caffè o se l'aggiunta di latte al caffè sia un modo per togliere le proprietà uniche del caffè e imporre invece proprietà bianche alla bevanda nera", ha scritto Haag, etichettandolo come "colonizzazione basata sulla bevanda" e sostenendo che il latte "controlli" e "addomestichi" il caffè.

La cosa che il giovane provocatore mai si sarebbe aspettato, è che i professori, invece di cogliere il niente affatto velato sarcasmo, al contrario apprezzassero le sue ‘profonde’ analisi e la sua ‘minuziosa’ ricerca storica e gli dessero persino un voto lusinghiero: ‘B’, cioè “Molto Buono”.
Secondo il giornale, il coordinatore del corso avrebbe anche commentato che l’opera del goliardico 27enne fosse addirittura un "argomento entusiasmante", elogiandolo per il "pensiero creativo" e che il tema andrebbe magari ampliato in un documento più lungo.

"Lo scherzo è andato completamente fuori controllo. L’unica critica ricevuta è che non avevo riferimenti esatti alla fonte sulle mie foto", ha detto Arvid Haag a Fria Tider. "Ci ho impiegato solo tre ore per scrivere questa cosa e ho aggiunto collegamenti inventati a libri che non ho mai letto", ha aggiunto.

Haag ha definito il corso piuttosto confuso, aggiungendo che, dopo averlo completato, ora non si sente affatto più saggio di prima.
"Ancora non capisco cosa significhino realmente le prospettive di ‘bianchezza critica’ e nessuno sembra essere in grado di spiegarlo", ha commentato.
In un tweet con un link al giornale, Haag ha esortato i suoi compatrioti a leggere questa sua opera, che sarebbe dovuta essere satirica e invece è stata presa sul serio, per pensare a "cosa diavolo stia succedendo ai nostri cosiddetti bastioni dell'istruzione".
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