Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Silvestri: “Il coronavirus si sta raffreddorizzando, ma non abbassare la guardia”

© Sputnik . Ilya Pitalev / Vai alla galleria fotograficaPaziente in terapia intensiva
Paziente in terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 28.12.2021
Seguici su
L’immunologo spiega che ormai esistono due malattie diverse: quella contratta da chi è vaccinato, lieve e con meno rischi di ospedalizzazione e quella dei non vaccinati, che sono l’80% dei ricoverati.
L’immunologo e patologo Guido Silvestri, che da 30 anni lavora sui vaccini negli Stati Uniti, invita ad avere fiducia, nonostante la crescita dei contagi legati alla variante Omicron, che sta facendo mutare la malattia, sempre più simile a un raffreddore, ma soltanto per chi è vaccinato.
Parlando al Corriere della Sera, spiega che “la variante Omicron, benché molto trasmissibile, è meno aggressiva e molto di rado ha conseguenze serie sui vaccinati. La controprova l’abbiamo dagli ospedali che non sono sotto pressione nemmeno nella Londra con un milione di contagiati”.
“La speranza è che – come dice qualcuno – il virus si stia raffreddorizzando”.
Silvestri, che lavora alla Emory University di Atlanta e dirige i laboratori di immunologia e il dipartimento di patologia della scuola di medicina, sottolinea che in Italia, nonostante la crescita dei contagi, “da 800 ricoveri in terapia intensiva” si è saliti “a poco più di mille. Un altro mondo rispetto ai 4.000 dei tempi peggiori”.
E spiega che ormai il virus ha preso due strade: “Ormai sono quasi due malattie diverse. Chi non si vaccina sulla base della sua idea di libertà individuale fa pagare un prezzo alto agli altri e rischia moltissimo lui stesso. No-vax l’80 per cento di ricoverati: riflettano su questo i milioni di italiani che ancora rifiutano il vaccino”.

Servono quarantene differenziate

Per l’esperto, adesso il vero rischio è il blocco delle attività produttive, ma anche degli ospedali, ma per la mancanza di personale: “Con tanti medici e infermieri in quarantena sta diventando difficile costruire le squadre per gestire adeguatamente i servizi sanitari”.

E anche in altri settori c’è il rischio paralisi, per questo“è venuto il momento di essere più elastici con le quarantene: rischiamo di bloccare tutto. Se guarisci e hai due rapid test negativi torni al lavoro”.

Detto questo, “non dobbiamo rilassarci, anche perché i contagi saliranno ancora, forse fino a 120mila al giorno. Teniamo la guardia alta, ma non ci facciamo prendere dal panico”.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала