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L’ombra di Omicron si allunga anche sul voto per il Quirinale: rischio assenze per quarantena

CC BY-SA 2.0 / Ladyous / Palazzo MontecitorioIl Palazzo Montecitorio
Il Palazzo Montecitorio - Sputnik Italia, 1920, 28.12.2021
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Il quorum potrebbe essere difficile da raggiungere e un grande elettore su tre potrebbe restare a casa, mettendo in difficoltà anche le strategie dei partiti per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. E avanza l’ipotesi di Amato come candidato.
Mentre sono allo studio misure straordinarie per garantire la sicurezza durante il voto per l’elezione del capo dello stato, è proprio il voto che è messo a rischio dalla pandemia.
Il dilagare della variante Omicron, infatti, mette in dubbio il raggiungimento del quorum a Montecitorio, tenendo lontani dal Parlamento molti parlamentari e addirittura, secondo calcoli di massima, un grande elettore su tre.
Le attuali regole di quarantena e il crescere dei contagi, infatti, potrebbero mettere un’ipoteca sul voto e sul raggiungimento dei 673 voti necessari per un’elezione nelle prime tre votazioni con la maggioranza dei due terzi e di 505 con la maggioranza assoluta dalla quarta votazione in poi.
Ad oggi, nel momento di massima assenza dal Parlamento a causa della pandemia, sono stati circa un centinaio i deputati e senatori costretti a restare lontano dalle aule per il Covid. Questo dato, però, si riferisce a contagi intorno ai 30mila al giorno. Con un tasso tre volte superiore, a rischio sarebbero 300 parlamentari. Un numero enorme.
E nello stesso senso potrebbero andare le assenze per un 10% di grandi elettori.
Intanto, si studiano misure per ridurre contagi e contatti durante le giornate del voto. Le decisioni verranno prese il 4 gennaio, in vista della prima seduta dedicata al Quirinale.

Amato in pole position

E nel rebus dei conteggi tra presenti, assenti, possibili quarantene e schieramenti, cresce il fronte a favore del nome di Giuliano Amato al Colle.
Il giudice costituzionale, vicepresidente della Consulta, era stato in gioco anche nel 2015, prima che venisse candidato Sergio Mattarella.

A favore di Amato parte del Pd, il Movimento 5 stelle e pare anche Silvio Berlusconi.

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