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Crollo del Bitcoin e normative più severe: le previsioni degli esperti finanziari per il 2022

Le criptovalute - Sputnik Italia, 1920, 28.12.2021
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La criptovaluta più grande al mondo, il Bitcoin, è tutto sommato cresciuta a buon ritmo quest’anno, tuttavia la sua alta volatilità, la bolla finanziaria ingigantita che la contiene e le nuove, più rigide, regolamentazioni che sono nell’aria, fanno sostenere ad alcuni analisti che il 2022 potrebbe essere l’anno del collasso di tale moneta virtuale.
Certamente, il Bitcoin è di fatto cresciuto di circa il 70% dall’inizio dell’anno, portando il valore totale del mercato delle criptovalute a 2 trilioni di dollari. Tuttavia, la volatilità dei cambi e un maggiore controllo normativo potrebbero offuscarne le prospettive per il nuovo anno, sostengono alcuni analisti finanziari.
L'emergere di Coinbase, il primo grande business delle criptovalute, così come l'aumento della partecipazione di banche di Wall Street, come la Goldman Sachs, nel trend sempre crescente delle criptovalute o il primo scambio di bitcoin-Traded Fund approvato anche negli Stati Uniti potrebbero illudere.
Il fatto che a novembre il Bitcoin aveva raggiunto il suo nuovo massimo storico a circa 69.000 dollari, mentre adesso vale mendo di 50.000 dollari, con un calo di circa il 30% in poco tempo, è indice di una estrema volatilità.
Ciò fornisce ad alcuni esperti, citati in un rapporto di lunedì della CNBC, motivi per aspettarsi che,non solo il Bitcoin, ma anche altre criptovalute, possano precipitare nei prossimi mesi.
Carol Alexander, professoressa di finanza presso la Sussex University, ha dichiarato al canale americano specializzato in notizie dal mondo finanziario che il bitcoin probabilmente crollerà a 10mila dollari nel 2022, cancellando tutti i suoi guadagni rispetto all'anno e mezzo precedente.

"Se fossi un investitore ora, penserei ad uscire presto dal Bitcoin, perché il suo prezzo probabilmente crollerà l'anno prossimo", ha detto, aggiungendo che ora il Bitcoin è più simile a un "giocattolo" per gli investitori che a una risorsa.

Secondo quanto riferito, l’economista ritiene che la storia delle bolle di mercato si ripeterà con la criptovaluta. Del resto, dopo essere salito a un massimo di quasi 20mila dollari in pochi mesi, proprio il Bitcoin è crollato a 3mila dollari nel 2018, dimostrando che esiste già un precedente pericoloso.
I sostenitori del Bitcoin affermano spesso che le cose sono diverse questa volta, perché più investitori istituzionali stanno entrando nel mercato, ma Todd Lowenstein, chief equity strategist della divisione private banking di Union Bank, ha affermato che una tale narrativa riecheggia precedenti storici già visti, poiché la partecipazione degli investitori istituzionali porta con sé non necessariamente più volume di affari, ma sicuramente più controlli e regolamentazioni, cosa che va poco d’accordo con il concetto di criptovaluta.
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