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Norvegia, per autorità sanitarie l’infezione COVID più la vaccinazione conferiscono “super immunità”

© Sputnik . Eduard PesovTromso, Norvegia
Tromso, Norvegia - Sputnik Italia, 1920, 27.12.2021
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La migliore protezione contro il COVID-19 la si otterrebbe quando l'immunità dopo l'infezione viene rafforzata con un vaccino, hanno concluso le autorità sanitarie norvegesi, mettendo tuttavia in guardia i cittadini dall'ammalarsi deliberatamente per ottenere questa cosiddetta ‘super immunità’.
Coloro che sono stati infettati prima o dopo la doppia vaccinazione, sarebbero meglio protetti anche nei confronti dei nuovi ceppi di coronavirus, rispetto a chi si è solamente vaccinato ma non ha anche superato l’infezione, ha sostenuto la capo medico dell’Istituto Nazionale della Salute Pubblica della Norvegia (FHI), Sara Viksmoen Watle.
In termini medici, questa viene chiamata "immunità ibrida" o "superimmunità", ha spiegato la dottoressa.
“Con la super immunità puoi mangiarti tutta la torta, per così dire. Ottieni sia l'ampia protezione che dà l’aver superato l’infezione che la protezione fornita dal vaccino”, ha detto la Watle al quotidiano Verdens Gang.
Secondo l'FHI, tale super protezione funzionerebbe in tutte le combinazioni, indipendentemente dalla sequenza temporale: infezione seguita da due vaccinazioni, infezione e vaccinazione seguita da un'altra infezione, o due vaccinazioni seguite da infezione.
Sara Wiksmoen Watle ha ipotizzato che tuttavia la protezione potrebbe essere un po' meno ampia se il paziente ha ricevuto prima il vaccino e poi si è contagiato. In ogni caso, a prescindere, qualsiasi combinazione infezione - vaccinazione offre una protezione più ampia contro i ceppi futuri rispetto ai non infetti ma solamente vaccinati, ha detto.
Allo stesso tempo, ha sottolineato che l'FHI non incoraggia assolutamente le persone a contrarre l'infezione di proposito, poiché anche le persone sane possono ammalarsi gravemente di coronavirus, sottolineando invece l'affidabilità e l'efficienza dei vaccini.
“Questo virus continuerà a circolare nella popolazione. Probabilmente ci saranno alcuni gruppi che dovranno essere vaccinati regolarmente. Un po' come l'influenza. Per coloro che non fanno parte di gruppi a rischio, una lieve infezione può a lungo andare non essere problematica ed essere in grado di fornire una buona protezione contro ceppi futuri", ha concluso Wiksmoen Watle.
Un recente studio norvegese su piccola scala del Telemark Hospital e del Sørlandet Hospital ha scoperto che quasi tutte le 400 persone precedentemente infette e soggette a studio, conservavano anticorpi un anno dopo l'infezione, comprese coloro che avevano avuto sintomi lievi o del tutto assenti.
La Norvegia, nazione di 5,3 milioni di abitanti, ha finora registrato oltre 372.000 casi di COVID-19 con più di 1.270 decessi. Il Paese scandinavo ha vaccinato oltre il 72,7% della sua popolazione ed è ora in procinto di somministrare dosi di richiamo, tuttavia di recente ha visto un picco record di nuove infezioni quotidiane in gran parte determinate dal focolaio del nuovo ceppo Omicron.
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