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Berlusconi potrebbe diventare il prossimo Presidente della Repubblica? E lui, ci crede veramente?

© Sputnik . Sergey GuneevL'ex premier italiano Silvio Berlusconi
L'ex premier italiano Silvio Berlusconi - Sputnik Italia, 1920, 27.12.2021
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Sono domande che in tanti si stanno ponendo. Alcuni senza nascondere una certa incredulità, altri con stupore e magari angoscia, pochi, molto pochi, con la speranza che questa possibilità si avveri.
Oggettivamente, dopo gli scandali veri e fasulli che hanno accompagnato i suoi ultimi anni al potere sembra incredibile che se ne possa persino ventilare l’ipotesi ma, tuttavia, per quanto si tratti di una cosa improbabile, nessuno può affermare con assoluta certezza che sia impossibile.
Per essere eletti a quella carica occorre che nelle prime tre votazioni il Parlamento si esprima con una maggioranza qualificata e, nelle circostanze attuali, ciò implicherebbe che almeno le stesse forze che stanno sostenendo il Governo Draghi votino lo stesso nome. Stando alle dichiarazioni ufficiali di PD e Cinquestelle tale possibilità non esiste, poiché i leader di entrambi questi partiti hanno escluso di votare per Berlusconi. D’altra parte, se anche tutto il centrodestra votasse compatto e nel voto segreto non ci fossero “franchi tiratori”, i consensi sul suo nome non sarebbero sufficienti per raggiungere il quorum necessario.
Il Quirinale - Sputnik Italia, 1920, 27.12.2021
Berlusconi si candida a presidente della Repubblica? Decisione a gennaio
Dal quarto scrutinio, però, le cose cambiano e anche una maggioranza semplice sarebbe sufficiente per arrivare alla nomina. Anche in questo caso, tuttavia, i voti di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia ancora non basterebbero e sarebbe necessario aggiungerne almeno altri cinquanta circa.
Di nuovi Razzi o Scilipoti sicuramente non ne mancano e quindi nessuno può escludere che questi consensi in sovrappiù si trovino, magari nella numerosa pattuglia del Gruppo Misto ove molti sono i fuorusciti dai Cinquestelle che potrebbero essere desiderosi di fare qualche “sgarro” al vecchio partito. Il vero problema per l’ex Cavaliere sta nel fatto che, anche nel centrodestra, non tutti i Parlamentari vedrebbero di buon occhio una sua salita al Colle e il voto segreto potrebbe incoraggiare qualcuno a non rispettare le indicazioni del partito di appartenenza.
La strada per Berlusconi Presidente è quindi un cammino in salita, percorso difficile eppure ancora possibile.
Ad oggi e formalmente, lui non si è mai dichiarato candidato, ma ha fatto sì che fossero i suoi (e gli alleati) a lanciare questa ipotesi e lui non l’ha smentita.
Letizia Moratti - Sputnik Italia, 1920, 22.12.2021
Moratti: “Nessun incontro segreto con la Meloni. Per il Colle l’unico candidato è Berlusconi”
Ma ci crede davvero? Può realmente essere convinto un uomo più che ottantenne, con una salute non perfetta, con qualche condanna penale e alcuni processi ancora aperti, di poter assurgere alla più alta carica della Repubblica? Come può verosimilmente immaginare che colui che ha diviso il Paese tra adoratori e nemici acerrimi possa adesso diventare il simbolo dell’unità dal Paese e rappresentare una concordia sociale che lui stesso ha sempre snobbato (ricordate le sue battute contro i “comunisti” e gli insulti al limite dell’osceno propinatigli da alcuni suoi avversari)?
Chi lo conosce sa che la sua intelligenza, anche politica, può arrivare al machiavellismo ed è possibile che Berlusconi sia perfettamente conscio del fatto che le sue vicende giudiziarie e la sua figura non gli consentiranno di raccogliere i consensi sufficienti per essere eletto.
Allora perché tutto questo teatrino (da lui sempre condannato quando praticato da altri)?
Una possibile spiegazione (anche se non l’unica) potrebbe essere la seguente.
Il centro destra ha tutte le carte per “suggerire” il nome del prossimo Presidente purché accettabile anche almeno dal PD. A questo punto, il nostro potrebbe diventare, se non il vero candidato, il deus ex-machina della futura elezione. A chi dovrebbe essere eletto potrebbe imporre, in cambio, la garanzia di una sua nomina come Senatore a vita, cosa che porrebbe fine a tutte le sue peripezie giudiziarie e lo lancerebbe nell’empireo dei “grandi italiani” esponenti della storia del nostro Paese.
E chi potrebbe, uomo del centrodestra, gradito a destra come a sinistra, fedele a Berlusconi ma dialogante anche con i suoi avversari, essere il candidato ideale?
Un nome c’è: Gianni Letta.
Il Palazzo del Quirinale - Sputnik Italia, 1920, 06.11.2021
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Costui è il navigatore politico per eccellenza, un mediatore nato, un garante che nulla cambi pur facendo apparire che ogni cosa sia una novità e un rinnovamento. Letta è l’uomo che ha sempre saputo cucire ogni strappo che il suo “datore di lavoro” andava seminando. Quello che, all’ombra dello slogan berlusconiano di una “rivoluzione liberale” ha saputo fare in modo che quelle restassero, soltanto e in eterno, delle semplici parole. Fu lui il vero artefice dello svuotamento di contenuto di quel cambiamento che i primi infatuati elettori di Forza Italia avevano creduto di potere realizzare. Fu sempre lui (con la tacita complicità e approvazione di un Berlusconi totalmente digiuno di ogni filosofia politica) quello che, poco per volta, contribuì a trasformare un partito nato laico, riformista, liberale in uno conservatore, confessionale e piuttosto illiberale.
Ecco, Gianni Letta potrebbe davvero essere un prossimo Presidente della Repubblica italiana: non si è mai iscritto a nessun partito, è gradito al Vaticano e accettato dai reduci del comunismo. Inoltre, da vero istintivo conservatore, non viene vissuto dalla destra come un incontrollabile “progressista”.
Certo, il suo è il sangue di un vecchio doroteo. Ma in un Paese che da sempre convive con le ipocrisie, che chiede rivoluzioni ma ne ha paura, che può peccare perché poi una confessione lo assolverebbe, la sua elezione garantirebbe il massimo della continuità: tutto cambia perché nulla cambi.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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