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Ue cerca risarcimenti dalla Russia al Wto, Mosca respinge le accuse

© Sputnik . Vladimir Sergeev / Vai alla galleria fotograficaBandiere dell'UE e della Russia.
Bandiere dell'UE e della Russia. - Sputnik Italia, 1920, 26.12.2021
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Mosca ha avviato il programma completo di sostituzione delle importazioni nel 2014, dopo che i Paesi occidentali hanno imposto sanzioni contro la Russia e limitato la vendita di determinati beni ad alta tecnologia e attrezzature industriali per le società russe a seguito della crisi ucraina.
La Russia prevede di difendere le sue regole sugli appalti nel quadro delle procedure in vigore presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio, ha riferito ai giornalisti l'ufficio stampa del ministero dello Sviluppo Economico russo, chiarendo che le informazioni sulla richiesta di 290 miliardi di euro "non sono affidabili".

"Le richieste della Ue si limitano alla cancellazione o alla modifica di alcune misure della Federazione Russa, che l'Unione Europea considera una violazione delle regole del Wto. La Ue stima il mercato degli appalti russo in 290 miliardi di euro, non i danni causati alla Ue. Inoltre, le regole del Wto non implicano alcun "pagamento" di compensazione", hanno spiegato al ministero.

"Nell'ambito delle sue precedenti consultazioni con la Ue, la Russia ha fornito all'Unione Europea spiegazioni dettagliate in merito alla piena conformità di queste misure in relazione agli obblighi della Russia all'interno del Wto. Difenderemo le nostre norme sugli appalti nel quadro di adeguate procedure giudiziarie", ha affermato il ministero.
In precedenza i media avevano riferito che l'Organizzazione Mondiale del Commercio ha accettato di riesaminare l'esposto dell'Unione Europea contro la Russia, in cui si accusa Mosca di "discriminare illegalmente" centinaia di miliardi di euro di merci europee. L'ente regolatore del commercio internazionale ha istituito un organo per discutere il caso.
Secondo quanto riferito, Bruxelles vuole che si apra ufficialmente un'indagine e vi sia un pronunciamento sul programma di sostituzione delle importazioni dello Stato russo e sugli sforzi per sostituire beni e servizi importati con analoghi russi, sostenendo che tali misure sono una violazione degli impegni assunti dalla Russia quando è entrata a far parte del Wto nel 2012.
La Ue accusa la Russia di utilizzare metodi che "svantaggiano gravemente le società europee quando vendono beni e servizi ad imprese statali russe ed altri enti attraverso appalti commerciali" e stima che solo nel 2019 il valore delle gare d'appalto delle imprese statali russe è stato pari a a 23,5 trilioni di rubli, equivalenti a circa 290 miliardi di euro, ovvero il 20% del Pil della Russia.
La Ue sostiene che le società russe presentino offerte inferiori del 15-30% rispetto al valore effettivo e si lamenta della necessità di ottenere permessi speciali per l'acquisto di attrezzature tecnologiche estere, sostenendo che tali documenti non siano necessari per l'acquisto dei sostituti di fabbricazione russa. Bruxelles non è d'accordo anche con una direttiva in base alla quale il 90% dei beni acquistati dallo Stato, inclusi veicoli, attrezzature, dispositivi medici e tessuti, deve essere di fabbricazione russa.
Gli Stati Uniti, la Cina, l'Australia, la Corea del Sud, la Colombia, il Brasile, la Svizzera, il Canada, il Giappone, l'Ucraina e l'India si sono riservati di prendere parte al procedimento, con una giuria di tre esperti che dovrebbe valutare il caso e giungere a un decisione preliminare in materia, secondo il sito web del Wto.
La prima richiesta dell'Ue per la creazione di un consiglio sulle politiche della Russia è stata bloccata da Mosca a novembre, con funzionari russi che hanno respinto le accuse di Bruxelles, sottolineando che il Paese è pienamente conforme alle regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.
Bloomberg afferma che la prima sentenza in merito potrebbe richiedere fino a tre anni, dopodiché la Russia sarà in grado di porre il veto in modo efficace facendo appello all'autorità di vigilanza del Wto, attualmente paralizzata dalla guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti.
Gli Stati Uniti ed i loro alleati hanno ripetutamente criticato la Russia per la sua politica di sostituzione delle importazioni attuata in risposta alla guerra delle sanzioni dell'Occidente.
Correzione: l'articolo è stato aggiornato con la dichiarazione del ministero dello Sviluppo Economico russo
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