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"Ordini senza precedenti". Ma sulle imprese italiane pesano i rincari su energia e materie prime

© REUTERS / Stringer Lavoratori in industria elettronica
Lavoratori in industria elettronica - Sputnik Italia, 1920, 26.12.2021
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L'impennata dei prezzi di energia e materie prime spaventa gli imprenditori che chiedono al governo di intervenire.
Un portafoglio ordini “mai visto prima” che assicura la produzione almeno per i prossimi otto mesi. Ma sulle imprese italiane pesano i rialzi del prezzo dell’energia, la crisi delle materie prime e la carenza di manodopera.
Per questo i rappresentanti degli imprenditori chiedono al governo un intervento efficace per far fronte a problemi di cruciale importanza come quello, ad esempio, dell’aumento della spesa energetica.
"Siamo con il portafoglio ordini gonfio, ma rischiamo di dover tener spenti i forni", spiega il presidente di Federacciai, Alessandro Banzato, a Repubblica.
L’aumento dei prezzi dell’energia “è del tutto fuori controllo a livello europeo”, spiega l’imprenditore. Una questione che se non viene risolta rischia di “bloccare la ripresa”.
Per questo, spiega Banzato, “si deve impegnare Draghi in persona, poiché tiene assieme aspetti di geopolitica e politica interna di particolare complessità”.
“Di sicuro, - denuncia - per esempio per i forgiatori, già oggi produrre costa più di quello che possono incassare dal prodotto finito e dunque fermano il ciclo”.
Il rischio, quindi, è che nei prossimi mesi, oltre a rischiare chiusure di interi stabilimenti, si possa verificare anche un aumento dei prezzi dei prodotti.
Insomma, per tutti i comparti dell’industria sul futuro pesa l’incertezza legata ai ritardi nelle forniture di componenti elettronici, come i semiconduttori, all’aumento del prezzo dell’energia e alle difficoltà nella logistica che rischiano di frenare la ripartenza.
Federico Visentin, presidente di Federmeccanica, prevede un 2022 “altalenante”. “Servirà grande flessibilità, non siamo particolarmente in ansia perché abbiamo fatto tanto allenamento. A parte il comparto automotive, il resto vede positivo".
"Esplode per tutti il tema energia. – spiega a Repubblica - E poi l'altra grande preoccupazione è la fatica crescente di trovare personale, sia tecnico che generico, anche per effetto della crescita delle dimissioni indotte dalla pandemia. Tante aziende sono davvero spiazzate".
Industria automobilstica - Sputnik Italia, 1920, 17.12.2021
Materie prime, l'allarme dell'industria: "Rincari per il 91 per cento delle imprese"
Il caro-bollette tocca davvero tutti, dal settore auto a quello dei mobili. Per avere un’idea il costo di un metro cubo di truciolare nel 2019 costava attorno ai 150 euro. Oggi per acquistarlo ce ne vogliono 450.
Colpa dei rincari sulle materie prime, comprese quelle alimentari. Gli aumenti dei prezzi dei prodotti, quindi, secondo Federalimentare, sono “una conseguenza della situazione drammatica che stiamo vivendo”, con molte aziende che rischiano di non farcela ad andare avanti.
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