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Canada, premier Trudeau esorta Paesi occidentali a restare forti contro la Cina

© REUTERS / Carlos OsorioIl primo ministro canadese Justin Trudeau
Il primo ministro canadese Justin Trudeau - Sputnik Italia, 1920, 26.12.2021
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All'inizio di dicembre, due giorni dopo che Washington aveva annunciato il boicottaggio diplomatico delle Olimpiadi invernali a Pechino, il 6 dicembre per presunti "genocidi in corso e crimini contro l'umanità" e "altre violazioni dei diritti umani", il Canada ne ha seguito l'esempio, affermando che non avrebbe inviato diplomatici ai Giochi.
Il premier canadese Justin Trudeau ha esortato i Paesi occidentali a formare un fronte unito contro la Cina, sostenendo che Pechino ha "giocato" con successo mettendo i Paesi l'uno contro l'altro.
"Dobbiamo fare un lavoro migliore nel lavorare insieme e rimanere forti in modo che la Cina non possa metterci all'angolo e dividerci l'uno contro l'altro", ha detto Trudeau in un'intervista al Global News.
Il premier canadese ha affermato che lo Stato asiatico aveva abilmente sfruttato gli interessi commerciali dei singoli Stati occidentali che cercavano l'accesso al suo gigantesco mercato, mettendoli l'uno contro l'altro.
"Siamo stati in competizione e la Cina, di tanto in tanto, ci ha abilmente messi l'uno contro l'altro in un mercato aperto e in modo competitivo", ha detto Trudeau.
Le relazioni del Canada con la Cina, un tempo uno dei suoi maggiori partner commerciali in Asia, sono diventate tese negli ultimi anni. Il Canada ha concordato in pieno le accuse mosse dagli Stati Uniti, secondo cui 1,8 milioni di uiguri e altri membri di minoranze musulmane sono detenuti nei campi di internamento situati nello Xinjiang e in altre parti della Cina.
Le fabbriche nello Xinjiang sono accusate di sfruttare il lavoro forzato, mentre le autorità cinesi sono state accusate di sterilizzare con la forza le donne uigure. Pechino ha negato tutte le accuse e ha affermato che le strutture a cui si riferiscono i gruppi a difesa dei diritti sono in realtà "centri di formazione professionale" utilizzati per sradicare l'estremismo e debellare la povertà. Le accuse sul "lavoro forzato" sono state tacciate di essere "fabbricate".
Pechino rispetta rigorosamente le leggi internazionali sul lavoro e la legislazione nazionale, sopprimendo risolutamente qualsiasi attività illegale in quest'area, e non c'è il "lavoro forzato" nella regione dello Xinjiang a maggioranza musulmana, ha affermato il Congresso Nazionale del Popolo, l'organo legislativo dello Stato cinese.
Lavoratore nello Xinjiang - Sputnik Italia, 1920, 24.12.2021
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Il Canada ha inoltre espresso preoccupazione per il fatto che Pechino "reprime il dissenso politico pacifico" e continua a "limitare i diritti e le libertà fondamentali ad Hong Kong", riferendosi agli arresti di manifestanti che hanno partecipato alle proteste antigovernative tra il 2019 e il 2020.
All'inizio di dicembre, due giorni dopo che Washington aveva annunciato il boicottaggio diplomatico delle Olimpiadi invernali a Pechino, il 6 dicembre per presunti "genocidi in corso e crimini contro l'umanità" e "altre violazioni dei diritti umani", il Canada ne ha seguito l'esempio, affermando che non avrebbe inviato diplomatici ai Giochi.
La Cina ha criticato i boicottaggi, affermando che questo tipo di decisione viola "il principio di neutralità politica dello sport stabilito dalla Carta olimpica e va contro il motto olimpico 'più uniti'".
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