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Arrigo Sacchi si confessa. Calciatori già campioni di solito rompono lo spogliatoio

© Sputnik . Алексей Филиппов / Vai alla galleria fotograficaUn incontro del campionato di calcio russo
Un incontro del campionato di calcio russo - Sputnik Italia, 1920, 26.12.2021
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Arrigo Sacchi si confessa e spiega gli anni pionieristici che in Italia hanno cambiato il calcio da moduli difensivi e basati sulle individualità, ai moduli che guardavano alla squadra.
“Io ho sempre allenato la squadra non un singolo. Non guardavo i piedi ma le persone”, ha detto Arrigo Sacchi intervistato da IlFattoQuotidiano.
E quando a Parma si ritrovò con due calciatori che “parlavano in continuazione di soldi. E allora meglio rimanere amici e andare ognuno per la propria strada”, perché “l’avidità toglie creatività e generosità”.
Ma non è solo avere calciatori che non stanno a guardare solo ai soldi, ad Arrigo Sacchi non piaceva anche un altro tipo di calciatore, il campione.
E non gli piaceva averne troppi a disposizione “perché generalmente rompono lo spogliatoio. Anche quelli intelligenti se hanno ottenuto successo in un certo modo difficilmente riescono a mettersi in discussione”.
E infine una lezione al calcio italiano attuale, dove i dirigenti non “amano e non conoscono il calcio e sono pieni di presunzione e arroganza”.
Sarà forse per questo che da alcuni anni una squadra italiana non vince una coppa europea?
E poi, per Arrigo Sacchi le partite nel campionato di Serie A le giocano meglio le piccole squadre, che le cosiddette big perché le prime hanno coraggio di giocare.
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