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La nuova arma dell'Oms per battere il Covid

© Sputnik . Pavel Bednyakov / Vai alla galleria fotograficaLa piazza rossa durante i tempi di Covid
La piazza rossa durante i tempi di Covid - Sputnik Italia, 1920, 25.12.2021
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Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità vaccini e mascherine non bastano a contenere la diffusione del virus. È la ventilazione la nuova arma per limitare i contagi.
Nella lotta contro il Covid vaccini e mascherine, da soli, non bastano. A dirlo è l’Organizzazione mondiale della Sanità, che ora per contrastare la diffusione del virus punta su un’arma ulteriore. Assieme ad immunizzazione, lavaggio delle mani, dispositivi di protezione individuale e distanziamento sociale c’è una quinta possibilità e cioè la ventilazione.
Per Luca Fontana, technical officer dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e tossicologo, intervistato dal Corriere della Sera, arieggiare gli ambienti chiusi “permette di ridurre la concentrazione di aerosol infettivo nell’aria" e, di conseguenza, "il rischio d’infezione”.
Tecnicamente, spiega l’esperto, si tratta di “portare aria fresca e pulita dall’esterno verso l’interno e mandare l’aria espirata, insieme all’aerosol infetto, all’esterno”.
Si può fare in diversi modi, con i purificatori d’aria, semplicemente aprendo le finestre o in maniera più efficace attraverso la “ventilazione meccanica controllata”.
Il Covid, infatti, si contrae “attraverso l’esposizione a fluidi respiratori infettivi rilasciati come particelle di diverse dimensioni durante l’espirazione”. Le più piccole sono capaci di restare nell’ambiente a lungo e quindi la trasmissione può avvenire attraverso l’inalazione delle particelle infettive che si accumulano nell’aria.
La concentrazione di aerosol, quindi, spiega il tecnico dell’Oms, aumenta di fatto il rischio di prendere il virus. È per questo che la ventilazione diventa cruciale, ad esempio, nei luoghi chiusi in cui è impossibile indossare la mascherina.
Ventilare gli ambienti con sistemi di ventilazione meccanica controllata permetterebbe di limitare la diffusione del contagio.
“È evidente che non possiamo pensare di creare un impianto di ventilazione meccanica controllata in tutti gli edifici dall’oggi al domani. Ma è importante cominciare. Potremmo iniziare a valutare lo stato della ventilazione, migliorarla o ridurre l’occupazione degli spazi. E anche comunicare meglio l’importanza della ventilazione per mitigare il rischio di infezione”, si legge nell’intervista pubblicata dal Corriere.
“Per quanto possa essere elevato l’investimento iniziale, - spiega il rappresentante dell’Oms - sarà comunque accettabile se comparato con i futuri benefit”. Fontana propone di introdurre un bonus per incentivare privati e aziende a dotarsi di sistemi di questo tipo, che potrebbero dare un contributo importante anche per limitare la diffusione delle altre malattie respiratorie.
L’organizzazione, intanto, ha pubblicato una serie di raccomandazioni sulla ventilazione, ed ha in cantiere due progetti. Il primo è la creazione di un “modello fisico da fornire ai governi sulla base del quale potranno orientarsi per sviluppare gli standard di ventilazione negli ambienti pubblici”, mentre il secondo è uno strumento “a disposizione di tutti grazie al quale sarà possibile calcolare il rischio di infezione” che potrebbe essere disponibile già dal 2022.
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