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Il 2022 è alle porte, cosa ci attenderà nell'anno che verrà?

© Sputnik . Ekaterina Chesnokova / Vai alla galleria fotograficaAddobbi natalizi nella Galleria Vittorio Emanuele II a Milano
Addobbi natalizi nella Galleria Vittorio Emanuele II a Milano - Sputnik Italia, 1920, 25.12.2021
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Approfondimento
Prevedere il futuro è una delle imprese più complesse e rischiose che esistano al mondo. Chi si avventura in questo esercizio affronta costantemente il pericolo di essere smentito dai fatti o sorpreso da qualche evento inatteso.
Proprio per questo motivo, il modo migliore di avvicinarsi al nuovo anno è quello di prendere le mosse dai processi già in corso, cercando di prospettarne i possibili sviluppi e tenendo presente anche gli avvenimenti che sono in agenda.
Abbiamo davanti almeno tre fattori relativamente sicuri. C’è una crisi in atto che oppone Russia ed Occidente in Ucraina. Si voterà a breve in Italia per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Ed in primavera saranno i francesi a pronunciarsi su Macron o in favore di un nuovo leader.
Andiamo con ordine. A dispetto di quanto si sostiene da più parti, un’invasione russa dell’Ucraina o di una sua parte è al momento improbabile. Mosca schiera forze a ridosso della frontiera soprattutto per manifestare la propria opposizione ad un ulteriore allargamento verso Est della Nato e dell’Unione Europea, oltre che in funzione dissuasiva, rispetto al possibile tentativo di Kiev di recuperare il controllo del Donbass.
Peraltro, mentre da Bruxelles continuano a reiterare gli allarmi, parlando di una concentrazione di uomini e mezzi che sarebbe in ulteriore aumento, il premier italiano Mario Draghi ha ricordato, il 22 dicembre scorso, come gli accordi di Minsk, che dovrebbero regolare il contenzioso russo-ucraino siano stati disattesi da entrambe le parti, sottolineando altresì la necessità di mantenere uno “stato di ingaggio” nei confronti del presidente Putin.
La Conferenza stampa di fine anno di Vladimir Putin 2021 - Sputnik Italia, 1920, 23.12.2021
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Roma si è quindi esposta in favore del dialogo ed è significativo che a farlo sia stato uno dei suoi esponenti politici più solidamente atlantisti ed europeisti. Induce ad una certa prudenza alcuni ambienti anche la possibilità che, in relazione all’andamento della crisi, possano verificarsi turbative nei mercati dell’energia, che già risentono di un significativo aumento dei prezzi.
Il 2022 sarà in effetti quasi certamente un anno in cui si tornerà a parlare d’inflazione. Come si è già avuto modo di spiegare da queste colonne, si tratta però di un fenomeno praticamente naturale, dal momento che, per fronteggiare lo shock esogeno determinato dalla pandemia, nelle maggiori aree monetarie del mondo si sono stampate grandi quantità di cartamoneta.
Parte dello stimolo si è tradotta nel recupero della produzione manifatturiera, ma la crescita della domanda ha avuto un significativo impatto anche sui prezzi. Non poteva essere altrimenti. È possibile che di fronte all’impennata del costo di alcuni prodotti, la Federal Reserve e la Bce siano tentate, ad un dato momento, di procedere ad una stretta.
Si tratta di una delle maggiori incognite che ci sono davanti, perché il rischio implicito è quello di strozzare la ripresa e rendere molto più difficili da sopportare gli ingenti debiti che molti stati hanno acceso per tenere a galla le rispettive società.
L’Italia ha sottoscritto recentemente il Trattato del Quirinale con la Francia, proprio nella speranza di riuscire meglio a contrastare il desiderio tedesco di tornare all’ortodossia fiscale e monetaria del recente passato. Né Roma né Parigi possono in effetti permettersi attualmente di gestire un quadro macroeconomico in cui la liquidità si contrae e i tassi d’interesse salgono.
Macron e Draghi a Parigi - Sputnik Italia, 1920, 23.12.2021
L'asse Draghi-Macron per cambiare le regole in Europa
È su questo sfondo, mentre il Covid-19 continua ad imperversare, che Italia e Francia sceglieranno l’uomo o la donna che le rappresenteranno nel mondo.
A Roma, l’incombenza spetterà al Parlamento, riunito in seduta comune a partire dal prossimo 18 gennaio, integrato dai rappresentanti dei consigli regionali istituiti nel Paese. In Francia, saranno invece i cittadini a scegliere l’inquilino dell’Eliseo, con un voto diretto a suffragio universale.
Lo scenario italiano non è attualmente molto facile da decifrare. Logica vorrebbe, con lo stato d’emergenza nazionale prorogato almeno fino a fine marzo, che l’attuale quadro politico venisse confermato almeno sino al termine dell’attuale legislatura, che scadrà nel marzo 2023.
Il Capo dello Stato uscente, Sergio Mattarella, si è dichiarato indisponibile a restare, ma non mancano coloro che lo sollecitano a farlo. Per esporsi, tuttavia, ed accettare un rinnovo “a tempo” nell’incarico, pare che desideri un vasto consenso, che al momento non c’è. Non paiono infatti molto inclini a votarlo né la Lega né i Fratelli d’Italia, che hanno consistenti gruppi parlamentari.
Conseguentemente, l’ipotesi di un Mattarella bis è attualmente meno forte di qualche settimana fa. Potrebbe riemergere in caso di stallo, però, o qualora il Presidente in carica fosse disponibile ad entrare in un progetto più complesso di riassetto, che contemplerebbe anche un cambio della maggioranza di governo.
президент Европейского парламента Давид Сассоли и президент Франции Эммануэль Макронприбывают в Европейский парламент в Страсбурге, Франция - Sputnik Italia, 1920, 15.12.2021
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È in campo anche Draghi. È evidente dalle dichiarazioni rese nel corso della già citata conferenza stampa di fine anno del 22 scorso, durante la quale il premier italiano si è pronunciato apertamente a favore del mantenimento dell’attuale quadro politico fino al termine naturale della legislatura, anche con una personalità diversa da lui a Palazzo Chigi.
Ad ostacolare l’ipotesi Draghi era in precedenza soprattutto la sensazione che la sua elezione potesse essere rapidamente seguita dallo scioglimento delle Camere. Ora questo ostacolo è stato rimosso. Ed è una circostanza che nel segreto dell’urna potrebbe avere il suo peso, malgrado l’attuale Presidente del Consiglio non sia particolarmente amato dai partiti, che aspirano a recuperare quanto prima il controllo delle leve della spesa pubblica.
Ovviamente, esistono altre possibilità, che corrispondono a disegni strategici ulteriori. Il centro-destra vorrebbe conquistare il Quirinale, ad esempio, cosa che non gli è mai riuscita da quando è iniziata la cosiddetta Seconda Repubblica. Ma con chi? Berlusconi sta facendo campagna per sé, ma probabilmente soprattutto per proporsi nel ruolo di king maker e magari ottenere successivamente la nomina a senatore a vita, che avrebbe per lui il significato di un risarcimento morale.
Il suo vero candidato potrebbe essere Gianni Letta, che in effetti si fa vedere ovunque sia utile e possibile stabilire interlocuzioni. Si parla anche di Marcello Pera, che è però legato ad un’ala della Chiesa non particolarmente vicina all’attuale pontefice: circostanza che ha il suo peso.
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi - Sputnik Italia, 1920, 05.12.2021
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Gira anche il nome della Casellati, che presiede il Senato, ma ha parecchi avversari. Nelle prossime tre settimane le carte dovrebbero chiarirsi e ci sarà modo di tornare sull’argomento.
In Francia, invece, stanno aumentando progressivamente i consensi e le possibilità di Valérie Pécresse, anche perché Zemmour è ancora in campo e Marine Le Pen non riesce a recuperare le preferenze perdute in favore del suo nuovo rivale.
L’ipotesi più probabile è quindi un ballottaggio tra Macron e la candidata neogollista, già d’inclinazioni sarkoziane, che ha, esattamente come Zemmour, alle sue spalle il magnate Vincent Bolloré.
L’Eliseo potrebbe quindi cambiare padrone. Farebbe piacere a tanti. Difficilmente, tuttavia, cambierebbe la sostanza della politica estera e di sicurezza francese, che segue da decenni alcuni principi costanti, il principale dei quali è il bilanciamento della supremazia tedesca in Europa attraverso il rafforzamento dell’influenza di Parigi nel Mediterraneo ed in Africa.
Continueremo comunque a vivere tempi interessanti.
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