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Giappone: USA chiedono un piano congiunto per costituire una base di appoggio a Taiwan

© AP Photo / Hoshang HashimiMilitari Usa in Afghanistan
Militari Usa in Afghanistan - Sputnik Italia, 1920, 24.12.2021
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Ipotesi di piano congiunto tra USA e Giappone per la costituzione di una base militare nelle isole Ryūkyū-Nansei, in chiave anti-Cina e in appoggio a Taiwan. Lo riferiscono fonti del governo nipponico.
Le forze di difesa giapponesi starebbero elaborando un piano con le forze armate statunitensi per creare una base di attacco situata in una delle isole Ryūkyū (chiamate dal Giappone Nansei), arcipelago che si colloca tra Taiwan e Kyūshū. Lo riferiscono fonti del governo giapponese.
I lavori potrebbero prendere il via all'indomani di un incontro previsto tra i rispettivi capi degli esteri e della difesa dei due paesi a inizio gennaio.
Secondo tale progetto, i marines degli Stati Uniti, come riporta Kyodo News, allestiranno una base di attacco, seppur temporanea, sulle isole Nansei. Evidente l'intento delle due potenze: le isole infatti si trovano ad una distanza strategica dalla vicina Taiwan e la base potrebbe essere un valido porto di partenza per forze d'attacco e o di sostegno all'isola autogovernata, che è considerata dalla Repubblica Popolare Cinese come una provincia da riunificare alla madrepatria.
Ma uno stanziamento sulle isole da parte di forze statunitensi potrebbe oltresì costituire un pericolo per gli abitanti dell'arcipelago, che si vedrebbero come un rapido bersaglio in caso di incursione da parte delle forze cinesi.
Il luogo adatto per la costruzione della base non è ancora stato individuato: 40 i siti adatti per conformazione del terreno, accessibiltà ed efficacia dal punto di vista strategico.
Tra i vari candidati, l'isola di Amami-Oshima, la località di Miyako e l'isola di Ishigaki, la quale si trova a sua volta vicino alle isole Senkaku, isole che sono controllate dal Giappone, ma rivendicate dalla Cina.
Tra le varie isole candidate al progetto, però, ve ne sono anche alcune contese dalla Cina stessa. Molte di esse ospitano inoltre già unità missilistiche delle forze di difesa del Giappone.
L'intera area, che racchiude a nord l'arcipelago delle Nansei-Ryūkyū, a Sud l'isola di Taiwan e ad ovest la Cina, è un vero punto caldo sulle mappe strategiche mondiali.
Intanto, fonti del governo nipponico hanno affermato che l'idea per un piano congiunto sia partita dal comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti stessi.
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Il Giappone, d'altro canto, si lascerebbe difficilmente coinvolgere in un conflitto aperto tra Cina e Taiwan, e solo in caso in cui un tale ipotetico conflitto dovesse mettere in pericolo la sicurezza del paese nipponico stesso.
L'ex premier giapponese Shinzo Abe, intervenuto sul tema all'inizio di dicembre, aveva detto che qualsiasi intervento riguardante Taiwan avrebbe costituito di per sè già un'emergenza per il Giappone.
Sull'area aveva espresso preoccupazione nei giorni scorsi anche il comandante della Marina tedesca, il vice ammiraglio Kay-Achim Schonbach, durante un incontro con la stampa alla base marittima di Singapore di Changi, il quale aveva parlato di "crescita esplosiva" da parte della marina cinese nell'area, secondo quanto riferito dalla CNBC.
Gli aveva risposto, il 23 dicembre, il portavoce del Ministero degli Esteri della Cina, Zhao Lijian, il quale aveva affermato che le dichiarazioni tedesche sono un’esagerazione, sottolineando dal canto suo, che la Cina "è sempre stata un fautore di pace a livello globale".
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