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Profumo: “Leonardo vuole essere leader nella difesa del futuro, ma l’Italia faccia delle scelte”

© Foto : Leonardo - Ufficio StampaIl simulatore da addestramento M-346
Il simulatore da addestramento M-346 - Sputnik Italia, 1920, 22.12.2021
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L’amministratore delegato del gruppo parla del piano che prevede di catalizzare l’attenzione su alcune parti dell’attuale business, cybersicurezza, elettronica, aeronautica, dismettendo alcuni settori, come quello dei cannoni.
Leonardo, società italiana leader mondiale negli elicotteri e con un posto di rilievo anche nell’aeronautica, punta a essere leader anche negli scenari futuri di sviluppo del nuovo settore della difesa, fatto sempre più di tecnologia, di digitalizzazione e di spazio.
L’amministratore delegato Alessandro Profumo parla al Corriere della Sera proprio delle prospettive di crescita e di affermazione del gruppo, controllato dallo Stato.

“Per Leonardo essere leader negli elicotteri, o aspirare a esserlo nei velivoli, nello spazio, significa avere una pluralità di competenze core”.

Competenze che sono strettamente collegate all’elettronica e al digitale, dice Profumo: “Significa avere comunicazioni sicure, intelligenza artificiale, supercalcolo. Il digitale non è un’applicazione o una tecnologia a servizio ma un fondamento della nostra attività”.

I nuovi orizzonti della difesa

L’ad di Leonardo illustra quali sono le sfide di produzione e strategia che stanno dietro al lavoro odierno, e dei prossimi anni, del colosso.
Chi acquista un elicottero o un radar “non chiede più di avere solo un prodotto fisico ma anche il gemello digitale, in grado di simulare e predire il comportamento di quella tecnologia sotto ogni condizione d’uso” e “questo diventerà la norma. Ecco perché questi sono i mesi nei quali dobbiamo fare delle scelte”.

Uscire dal settore dei cannoni per la leadership in elicotteri e in elettronica

Per Profumo, si tratta di scelte drastiche e che indirizzano il futuro, basate sull’assunto che “non si può fare tutto”, dice Profumo.
“Si può essere un grande gruppo solo se hai leadership riconosciute quanto meno in Europa”.
E, per questo, Leonardo ha proposto di uscire dalle aziende Oto Melara e Wass, che producono cannoni.
“Ci siamo posti una domanda semplice: siamo i proprietari migliori per quelle due aziende? Siamo noi quelli che possono garantire uno sviluppo e una crescita? Perché guardi sono aziende che vanno bene”.
Una vendita su cui dovrà dire la sua il governo, che “ha il golden power”.
“Noi possiamo, come abbiamo fatto, spiegare il senso della nostra azione che si inscrive nella Direttiva per la Politica Industriale della Difesa emanata dal Ministero della Difesa”.
Una strategia che ha previsto l’acquisto di una quota in un’azienda della difesa tedesca, la Hensoldt, “che essendo attiva nell’elettronica ci permette di adempiere a quel ruolo di campione nazionale che deve creare valore per l’intero sistema-Paese oltre ad assicurarne per la nostra parte la difesa e la sicurezza”.
Perché l’obiettivo concreto, per Leonardo e per l’Italia, è “di essere i primi al mondo nel settore degli elicotteri; primi nell’elettronica della difesa in Europa e, crescere negli Stati Uniti; protagonisti dei programmi di cooperazione internazionale nell’aeronautica; punto di riferimento nello spazio in Europa e in quel grande comparto che è la cybersecurity”.
Un traguardo da raggiungere, forti dei nuovi ordini della Marina militare americana per 104 elicotteri totali, l’addestramento dei piloti americani, i marines, il centro operativo di cyber sicurezza delle risorse spaziali europee dell’Esa che è Leonardo.
E “saremo a capo di 19 aziende europee che realizzeranno il nuovo Cyber Security Operations Center (C-Soc) sempre dell’Esa”.
“Una cosa è chiara dopo l’Afghanistan, che l’Europa della difesa deve cominciare a esistere. L’ha detto la Von der Leyen, lo dice Borrel. È evidente agli europei. Ed è per questo che anche il Paese deve fare scelte”.
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