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Norvegia, picco di violenza domestica durante il lockdown: immigrati in evidenza nelle statistiche

© Depositphotos / Karich La violenza domestica
La violenza domestica - Sputnik Italia, 1920, 22.12.2021
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Un recente studio norvegese ha rivelato che durante il lockdown completo, introdotto nel marzo 2020, è stato registrato nel Paese un picco della violenza domestica, con la popolazione di origine straniera stranamente sovrarappresentata come protagonista nelle statistiche.
Poiché la popolazione è stata costretta a trascorrere gran parte del proprio tempo con conviventi, in alcuni casi con propensione alla violenza, il Paese scandinavo avrebbe registrato un’incremento nel numero delle segnalazioni e una maggiore pressione su forze dell’ordine e servizi di assistenza, rilevato dallo studio norvegese.
Tra marzo 2020 e dicembre 2020, il numero di denunce di violenza da parte del convivente è aumentato del 54%, rispetto all'anno precedente.
"Questo è un grande aumento. E questi sono solo i casi che sono stati effettivamente esaminati. Sappiamo che ve ne è anche un grande numero non segnalato", ha detto all'emittente nazionale NRK Merete Berg Nesset, ricercatrice in sicurezza, detenzione e psichiatria forense presso il Dipartimento di Salute Mentale a St. Olav's Hospital di Trondheim.
I risultati indicano anche che la violenza segnalata durante il periodo di quarantena potrebbe essere stata più grave che in precedenza.

La sottorappresentazione di una minoranza sovrarappresentata

Prima e durante il blocco, gli immigrati erano sovrarappresentati nelle statistiche dei casi segnalati di violenza domestica, ma, durante il lockdown vero e proprio, sarebbero stati segnalati meno casi. Merete Berg Nesset sostiene che questa tendenza sia allarmante, poiché testimone di una violenza che passerebbe sotto il radar.
"Gli immigrati hanno contattato la polizia in misura minore. Riteniamo che questo sia preoccupante, poiché sappiamo che molti, in questo gruppo, sono colpiti duramente", ha detto al canale.

Non solo violenza sulle donne, ma anche delle donne

Sorprendentemente, lo studio ha anche indicato un aumento delle donne colpevoli, dove è l'uomo ad essere vittima.
Vibeke Ottesen, ricercatrice di omicidi presso l'Università di Bergen, ha spiegato perché lo studio è da considerare importante.
"Questa è la ricerca di cui avevamo davvero bisogno. Molti erano preoccupati che potesse esserci un aumento della violenza nelle relazioni ravvicinate durante la pandemia, ma ora finalmente abbiamo cifre che lo confermano", ha detto Ottesen a NRK. "Ora che abbiamo i numeri, possiamo chiedere una reazione di conseguenza", ha affermato.
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