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Draghi: “Governo andrà avanti indipendentemente da me. Sono un nonno al servizio delle istituzioni”

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Palazzo ChigiIl Presidente del Consiglio, Mario Draghi, partecipa al Vertice UE-Balcani occidentali
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, partecipa al Vertice UE-Balcani occidentali - Sputnik Italia, 1920, 22.12.2021
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Sulla pandemia “decideremo in base ai dati”, Omicron ha aperto una nuova fase, a lavoro per “difendere la normalità”. Raggiunti i 51 obiettivi del Pnrr, grazie alla maggioranza. Mattarella “esempio da seguire come presidente”.
Incalzato più di una volta sul suo futuro, tra Palazzo Chigi e il Quirinale, il premier Mario Draghi ha chiarito la sua posizione, scherzando anche con i giornalisti nel corso della conferenza stampa di fine anno: "I miei destini personali non contano assolutamente niente, non ho aspirazioni, sono un uomo, un nonno al servizio delle istituzioni".
"La responsabilità della decisione sul futuro del governo è nelle mani delle forze politiche che hanno permesso a questo governo di agire" e per questo l'azione del governo "andrà avanti indipendentemente da chi ci sarà".
Il premier ha così ringraziato la maggioranza, perché "non è facile lavorare insieme per partiti con punti di partenza drasticamente distanti".
Draghi ha voluto sottolineare quanto conseguito dall'esecutivo in questo anno: "Tre grandi risultati, abbiamo reso l'Italia uno dei Paesi più vaccinati al mondo, abbiamo consegnato in tempo il Pnrr e abbiamo raggiunto i 51 obiettivi del Piano, creando le condizioni perché il lavoro sul Pnrr continui".
E ha ribadito che la "responsabilità quotidiana dell'azione di governo, la sua prosecuzione è nel Parlamento".

Omicron ha aperto una nuova fase, nessuna misura esclusa

Draghi ha poi ampiamente parlato della pandemia e delle decisioni che verranno prese domani dalla Cabina di regia.
"Dobbiamo difendere la normalità raggiunta che significa niente chiusure, scuola in presenza e una socialità soddisfacente. Per farlo dobbiamo prendere precauzioni".
Il premier ha spiegato che nella riunione si discuterà di mascherine all'aperto, anche Ffp2, di tamponi anche per i vaccinati, di ulteriori misure per ridurre i contagi.
"L'arrivo della variante Omicron, che secondo gli scienziati è molto più contagiosa delle precedenti, ha aperto nuova una fase della pandemia. I vaccini rimangono lo strumento migliore di difesa dal virus. Tra i decessi i 3/4 sono non vaccinati".
"Invito tutti i cittadini a continuare a vaccinarsi e fare la terza dose, questa è la priorità", ha aggiunto.
Il premier ha precisato che tra la seconda e la terza dose, la protezione si riduce e quindi chi non ha fatto il richiamo dovrebbe sottoporsi a tampone per verificare eventuali positività. E a proposito dell'obbligo vaccinale, ha spiegato che "resta sullo sfondo, non è stato mai escluso", ma "valuteremo se estenderlo ancora ad altre categorie".

Pnrr: primo traguardo raggiunto

Sul fronte degli impegni legati al Recovery fund, Draghi ha sottolineato con soddisfazione che sono stati raggiunti i 51 obiettivi richiesti per la fine del 2021.
Adesso si aprirà la discussione con la Commissione europea per la seconda tranche di prestiti.

"Il Governo resta pronto a sostenere l'economia in caso di rallentamento, la sfida principale resta far aumentare il tasso di crescita nel lungo periodo e risolvere le debolezze strutturali a partire dalle disuguaglianze".

Il Pil si assesterà oltre il 6%, dopo un calo pari quasi al 9% lo scorso anno, ha aggiunto, sottolineando la ripartenza dell'occupazione, con 500mila occupati in più e 308mila disoccupati in meno.

Mattarella esempio da seguire

Molte domande nella conferenza di fine anno si sono concentrate sul Quirinale e anche sull'attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
"L'esempio di Mattarella è il migliore, è una guida all'interpretazione del ruolo di presidente della Repubblica: ha garantito l'unità nazionale, da cui è scaturita la maggioranza che ha dato vita a questo governo".
Il premier ha sottolineato che il capo dello stato "ha svolto splendidamente il suo ruolo con dolcezza e fermezza. Ha attraversato momenti difficilissimi nel suo settennato, ha scelto con lucidità e saggezza".

Più screening e test per la scuola in presenza

Draghi ha poi parlato della scuola e ha dichiarato che domani, in Cabina di regia, non verrà discusso il prolungamento delle vacanze natalizie.
"Sono consapevole della sofferenza che i giovani e anche i più giovani hanno subito a causa delle restrizioni. Faremo di tutto per evitare che quell’esperienza si ripeta ma occorre prendere precauzione nella scuola".
Per questo serve più screening nelle scuole, che "potenzieremo", più test e più vaccinazioni.

Patto di stabilità e dialogo con Berlino e Parigi

Il premier ha risposto anche a diverse domande sul rapporto con i partner europei e con la Commissione, soprattutto in vista della riforma delle regole sul patto di stabilità.

"La mia visione critica delle regole del Patto com'erano è nota. Oggi è cambiato molto il quadro europeo. La visione critica trova un consenso quasi generale. L'Italia è in buona posizione per far sentire la propria voce".

Draghi ha auspicato che la discussione arrivi a un consenso nel corso del 2022. A questo proposito, il presidente del Consiglio ha parlato dell'incontro con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, "andato molto bene".

Con la Germania "marciamo verso una maggiore consultazione e cooperazione", perché il confronto con Parigi e Berlino non è volto a "creare un triumvirato, non ci sono le basi e non sarebbe giusto, ma serve uno sforzo di coordinamento nell'interesse dell'UE".

Libia: speriamo in una nuova data per le elezioni

Nel corso della lunga conferenza, Draghi ha anche affrontato temi di politica estera, dalla Cina alla Russia, dall'Ucraina alla Libia.
Sul fronte libico, dopo la notizia del rinvio delle elezioni, Draghi ha dichiarato che "continueremo a fare di tutto" per accompagnare il processo di transizione.
"Dobbiamo sperare che il processo di consultzione riprenda e fissino una nuova data delle elezioni, avendo chiarito meglio il contesto costituzionale entro cui svolgerle".
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