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Afghanistan, l'Onu propone di pagare $6 milioni ai talebani per la protezione del personale

© Sputnik . Gian MicalessinDimostrazione di forza di una colonna di talebani nelle strade di Kandahar, Afghanistan
Dimostrazione di forza di una colonna di talebani nelle strade di Kandahar, Afghanistan - Sputnik Italia, 1920, 22.12.2021
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L’ONU sta vivendo il paradosso di dover proporre di pagare i talebani, gruppo messo sotto sanzioni per attività terroristiche dalle stesse Nazioni Unite, quasi 6 milioni di dollari, più di 5 milioni di euro, per sostenere i salari dei combattenti a guardia delle strutture e del personale dell’Organizzazione mondiale.
Secondo un rapporto della Reuters, divulgato dall’agenzia ieri, martedì 21 dicembre, l’ONU avrebbe proposto di pagare 6 milioni di dollari ai talebani* il prossimo anno, per sovvenzionare i salari mensili dei combattenti e fornire loro un'indennità alimentare, come parte di un'espansione di un accordo stipulato sotto il precedente governo afghano.
Il finanziamento verrebbe utilizzato principalmente per aumentare i salari delle guardie talebane da 275 a 319 dollari al mese e fornire un'indennità mensile di cibo di 90 dollari, afferma il rapporto.
Circa 3.500 membri del personale delle Nazioni Unite servono a Kabul in dieci uffici in loco, protetti dai talebani.
La situazione risulta avere aspetti paradossali, in quanto tali pagamenti andrebbero presumibilmente versati al ministero dell’interno afghano, che è attualmente sotto la guida del deputato talebano Sirajuddin Haqqani, ricercato dall'FBI e sanzionato dagli Stati Uniti per essere a capo di una intera fazione, accusata degli attacchi tra i più sanguinari nei due decenni di guerra.
Haqqani, affermano gli stessi Stati Uniti, sarebbe vicino ad Al Qaeda** e vi sarebbe anche una taglia di 10 milioni di dollari per informazioni capaci di portare al suo arresto.
Altro punto dolente, di cui la Reuters ha chiesto conto agli stessi responsabili ONU, sono i dubbi sul fatto che vi possano essere deviazioni dei pagamenti per altri scopi.

"Le Nazioni Unite hanno il dovere, come datore di lavoro, di rafforzare e, ove necessario, integrare la capacità degli Stati ospitanti nel caso in cui il personale delle Nazioni Unite lavori in aree a bassa sicurezza".

Queste le parole scritte dal vice portavoce delle Nazioni Unite, Farhan Haq, in una e-mail, in risposta alle domande dell’agenzia, senza contestare il rapporto, né potendo fornire oggettivamente le massime rassicurazioni sul fatto che vi potrà essere un controllo totale sulla destinazione esatta dei fondi che verranno erogati.
*Organizzazione sotto sanzioni da parte delle Nazioni Unite per attività terroristiche
**Organizzazione terroristica estremista illegale in Russia e molte altre nazioni
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