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Rapporto dell'intelligence danese indica la Russia tra le maggiori minacce

© Sputnik . Vladimir Pesnya / Vai alla galleria fotograficaVeduta di Copenhagen
Veduta di Copenhagen - Sputnik Italia, 1920, 21.12.2021
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Secondo il nuovo rapporto del servizio di intelligence danese, sarebbe la Russia la principale minaccia. I pericoli deriverebbero dalla modernizzazione dell’esercito e il fatto che starebbe ‘spiando’ la Danimarca, mentre la forte sfiducia nell’Occidente della leadership russa potrebbe comportare il rischio di una “escalation involontaria”.
Il nuovo rapporto del servizio di intelligence danese ha evidenziato il riarmo e la modernizzazione della Russia "in diverse discipline", come uno sviluppo preoccupante. Insieme a una profonda sfiducia nei confronti dell'Occidente, questo farebbe scattare il rischio di un'escalation involontaria, dovuta a possibili interpretazioni errate, ha osservato un rappresentante dell'intelligence.
La Russia sta "intenzionalmente" spiando la Danimarca, comprese intercettazioni telefoniche, attacchi informatici e tutti gli altri strumenti più classici, quali reclutare fonti per rivelare segreti, ha affermato il Servizio di intelligence della difesa danese (FE) nella sua valutazione annuale del rischio, che anche ha evidenziato aspetti ritenuti preoccupanti della modernizzazione militare della Russia.
"Valutiamo che esiste una minaccia di spionaggio elevata e persistente contro le organizzazioni danesi, le autorità danesi e anche un certo numero di società danesi", ha detto alla Danish Radio Anja Dalgaard-Nielsen del servizio di intelligence della difesa. "La Russia ha una capacità molto ampia di svolgere sia le classiche attività di agenzia che il cyberspionaggio", ha sottolineato, senza entrare nei dettagli o nelle dimostrazioni, ma semplicemente aggiungendo: "È chiaro che quando lo scriviamo in questo modo, è ovviamente perché abbiamo un motivo per farlo", ha detto.
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Rispetto alle versioni precedenti, il rapporto di quest'anno pone una maggiore enfasi generale sulla Russia, che è vista come una sfida alla Danimarca in vari domini, incluso l'Artico, dove entrambe le nazioni hanno rivendicazioni territoriali.
"Stiamo sottolineando e descrivendo con maggiore attenzione gli strumenti della Russia, il suo riarmo e la modernizzazione delle forze armate che abbiamo visto in diverse discipline. Questo è uno sviluppo preoccupante", ha detto Dalgaard-Nielsen.
Il rapporto descrive le forze russe come dotate di "una qualità molto elevata e ad alta tecnologia, che in alcune aree è anche superiore agli avversari moderni". Secondo la comunità dell'intelligence danese, dopo cinque anni di riarmo e modernizzazione dell'esercito, la Russia ha ora raggiunto la parità con la NATO in alcune aree. Questo, secondo Dalgaard-Nielsen, è particolarmente vero per la regione del Mar Baltico.
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Il Defense Intelligence Service ha anche affermato che la Russia nutre una profonda sfiducia nei confronti dell'Occidente, il che crea il rischio di un'escalation involontaria.
"Non è che valutiamo che la Russia voglia la guerra con la NATO. Non diciamo questo. La Russia non vuole la guerra con la NATO. Ma ci preoccupa che la leadership russa abbia una profonda, profonda sfiducia nei confronti dell'Occidente e delle sue motivazioni e quindi c'è il rischio di interpretazioni errate e di escalation non intenzionali. Questa è prima di tutto la nostra preoccupazione", ha concluso Dalgaard-Nielsen.
Secondo lei, la Russia è attualmente la più forte nel Mar Baltico e avrebbe un vantaggio in caso di conflitto, in quanto potrebbe "impedire che i rinforzi di altri Paesi della Nato raggiungano l'area".
Oltre alla Russia, il rapporto annuale danese ha elencato anche la Cina e il terrorismo, non da ultimo dalle reti islamiste, come le principali minacce. La Cina userebbe “il peso economico per esercitare pressioni politiche" per promuovere le sue "ambizioni globali e comportamenti più offensivi" e userebbe intenzionalmente lo spionaggio informatico. Per quanto riguarda il terrorismo, si ritiene che la minaccia più grande provenga da individui e reti più piccole, piuttosto che da gruppi più grandi come al-Qaeda* o Daesh*.
*Organizzazioni terroristiche estremiste illegali in Russia e in molte altre nazioni
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