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La proposta russa per la sicurezza: la mossa che serve a Mosca per scoprire le carte della NATO

© Foto : Pixabay CC0Partita a scacchi contro il campione
Partita a scacchi contro il campione - Sputnik Italia, 1920, 21.12.2021
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A che gioco stanno giocando Mosca, Washington e Bruxelles? Che cos’è questa ‘Proposta russa per la sicurezza’? A cosa serve? In Occidente è stata accolta con tepore, nel migliore dei casi, nei peggiori è già stata definita irricevibile e comunque sui nostri media gli è stata data importanza zero. Invece si tratta di una mossa seria. Vediamo perché.
Mosca con il quartier generale della NATO a Bruxelles e il Pentagono a Washington, si è messa a giocare a poker, e il suo progetto per la sicurezza proposto alle controparti è solo un bluff, si tratta di un Texas hold 'em, e questo è un avventato all-in al river, oppure si tratta del più prosaico e semplice ‘rubamazzo’, che ogni tanto in politica internazionale ci è capitato di vedere da più parti negli ultimi tempi?
Difficile dire, per esperienza sul posto sospetto tuttavia che il gioco preferito dai russi sia un altro. Gli scacchi. Certo, non sempre vincono loro, non sempre se la giocano tutta, s’è visto come è crollato Nepomniachtchi contro Carlsen dopo la sesta per il titolo mondiale, e le sviste madornali dopo quella partita maratona, ma è indubbio che sia diffusa una certa propensione per i giochi di strategia e non quelli di fortuna da queste parti.
Quindi cosa significa questa proposta per la sicurezza presentata il 15 dicembre alla NATO e agli Stati Uniti dalla diplomazia russa e pubblicata il 17 sul sito del ministero degli Esteri della Federazione di modo che la potessero leggere tutti?

1990

Partiamo dal 1990. Per capire questo 2021 bisogna ricominciare dal 1990.
James Baker, Segretario di Stato Usa, a Mikail Gorbaciov il 9 febbraio 1990 disse: "Potete stare tranquilli che la Nato non si espanderà ad est nemmeno di un centimetro". Sulla base di tali rassicurazioni, per altro reiterate, il buon Gorbaciov si convinse a sciogliere il Patto di Varsavia.
Gli stessi documenti desecretati nel 2018 contenuti nell'Archivio della Sicurezza Nazionale depositato nella George Washington University, dimostrano come l’occidente promise ai dirigenti sovietici che la sicurezza nazionale dell’URSS non sarebbe stata minacciata e che quei paesi del Patto di Varsavia, una volta sciolto, sarebbero rimasti a cuscinetto, a garanzia di tutti.
Giulietto Chiesa su questo giornale scrisse in proposito un articoloche già dal titolo riassunse bene il concetto “La Nato non si estenderà a est”: le promesse da marinaio che convinsero Gorbaciov.
© Sputnik . Grafica A.Trovato"la Nato non si espanderà ad est nemmeno di un centimetro" - James Baker, 09.02.1990
la Nato non si espanderà ad est nemmeno di un centimetro - James Baker, 09.02.1990 - Sputnik Italia, 1920, 21.12.2021
"la Nato non si espanderà ad est nemmeno di un centimetro" - James Baker, 09.02.1990

1997

Passiamo al 1997, altro momento cruciale nelle relazioni NATO – Russia.
In quell’anno Russia e NATO firmarono un accordo di collaborazione – l’Atto istitutivo sulle relazioni reciproche, cooperazione e sicurezza (Nato-Russia Founding Act on Mutual Relations, Cooperation and Security). Quell’atto avrebbe dovuto porre le basi per una più stabile relazione formale tra l’Alleanza e la Russia, istituendo fra l’altro un Consiglio congiunto permanente per reciproche consultazioni e rassicurazioni per la sicurezza.
Nel 1999 la Russia decise di sospendere la partecipazione a quel consiglio visto che la NATO si era messa a bombardare l’alleata Jugoslavia, senza neppure autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Risultato - nel 1999, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca entrarono nella NATO, nel 2004 entrarono Slovacchia, Bulgaria Romania, nonché addirittura le ex repubbliche sovietiche baltiche di Estonia, Lettonia e Lituania, con San Pietroburgo a tiro di schioppo, e non per modo di dire. Oggi si parla di far entrare Ucraina e Georgia.

1962 - Quando si rischiò la terza guerra mondiale per i missili a Cuba

Passo ancora più indietro – chi si ricorda che gli Stati Uniti, pur di non aver missili troppo sotto casa, minacciarono uno scontro armato con l’URSS e alla fine Krusciov decise di lasciar perdere per evitare a tutti problemi peggiori? Ecco, quella crisi spiega chiaramente per quale motivo oggi, a maggior ragione dato che i missili sono sempre più veloci, dà ‘fastidio’ quando a pochi chilometri ti mettono le basi con testate nucleari.

La variante russa

Ecco quindi la posizione sulla scacchiera – hai un confine senza più stati cuscinetto, le due città più importanti, Mosca e San Pietroburgo a tiro diretto con armi sempre più potenti e veloci, il tuo potenziale vero nemico invece ha la capitale dall’altra parte del pianeta e si comporta in maniera per la quale ti dà l’impressione che ci sia sempre meno da fidarti.
D’altra parte tu hai riserve di combustibili fossili per altri 500 anni, loro invece sono già alla frutta. Non dimentichiamo anche che ci sono almeno altri due precedenti storici che dicono che quando l’occidente va in crisi, lo ‘Spazio Vitale’, con un ‘Mein Kampf’* o un altro, se lo vanno sempre a cercare ad est. Quindi cosa fai?
Giochi una proposta di pace e intanto fai vedere che ti stai preparando alla guerra, così che quella proposta la possano prendere sul serio.
Ipotesi A – accettano, ognuno si tiene i propri missili a casa sua, l’Europa viene in buona parte demilitarizzata e si può stare per un bel pezzo tutti più tranquilli, dato che di sicuro russi e americani non si faranno alcuna guerra tra di loro per massacrarsi a forza di testate nucleari come stambecchi.
Ipotesi B – NATO e Stati Uniti dicono “NO, grazie, ci piace avanzare ad Est”. A questo punto Mosca scopre le intenzioni dell’avversario e ha una buona giustificazione per il futuro.
Se oggi ti dicono – “E ma l’Ucraina è un paese libero e sovrano, ha tutto il diritto di decidere da sé le alleanze e ospitare le basi militari di chi vuole”, allora domani potrebbe darsi che un Paese latinoamericano o in altra posizione strategica scelga un altro tipo di alleanza e il discorso dovrà valere anche per questi.
Nessuno per altro potrà lamentarsi se la Russia accentra truppe sul proprio territorio o fa movimenti sospetti. In fin dei conti la proposta per la sicurezza Mosca l’aveva fatta, se poi gli altri non l’han voluta, vorrà dire che non erano interessati alla sicurezza, quindi bisognerà prendere provvedimenti e tenersi all'erta.
Intanto la Cina ha già fatto sapere che la proposta russa le piace molto. Quindi altro messaggio all’Occidente – guardate che siamo solo 144 milioni, ma abbiamo un amico da un miliardo e mezzo, quindi non è detto che saremmo proprio in inferiorità numerica in caso di…
Quindi ora la mossa sta all’Occidente, che però, per lo meno da quanto letto, anzi, non letto sui giornali finora, farà finta di niente, se non le solite accuse alla Russia e alla Cina, su quanto siano antidemocratiche, brutte e cattive. Intanto quelli investono in robotica, intelligenza artificiale, droni, armamenti ipersonici, sistemi di difesa antimissilistica sempre più complessi.
La proposta c’è, è lì, ti dà la garanzia di startene tranquillo per almeno un’altra generazione. Non ti interessa? Preferisci continuare ad espanderti ad est perché devi far sentire il fiato sul collo a quello che, per qualche motivo, hai deciso debba essere un nemico? La tua parafrenia messianica ti convince che devi portare il sacro verbo della tua democrazia nel mondo perché solo la tua è democrazia, quella degli altri no? Va bene, almeno adesso sappiamo come comportarci di conseguenza e come giocare il resto della partita. Questo potrebbe essere il senso della mossa russa.

Solo che

Solo che Mosca non ha considerato una cosa. Che in Occidente non si gioca tanto a scacchi. La modalità attuale è praticamente ‘random’, la classe dirigente è scelta con il metodo della meritocrazia inversa, e la gente si tiene le testate americane sotto casa ma ha paura piuttosto della Omicron. Il gioco assomiglia più ad un Backgammon dove dipende più dai dadi che dalle analisi. Quindi bella mossa, sì, ma forse inutile perché magari quelli manco l’han capita.
*Libro proibito in Russia.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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