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Appello dei lavoratori Gkn al governo: “Ritirate il testo anti-delocalizzazioni, prendete il nostro”

Lavoratori Gkn Firenze - Sputnik Italia, 1920, 21.12.2021
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In un video, i lavoratori spiegano perché il loro emendamento alla legge di Bilancio va nella direzione giusta, mentre quello scritto sulla falsariga della bozza di decreto legge Orlando-Todde riguarderebbe soltanto lo 0,1% delle aziende italiane.
In presidio permanente dal 9 luglio, da quando gli sono state notificate le lettere di licenziamento, i lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio, Firenze, lanciano un appello al governo e fanno una proposta concreta: accettare il loro testo contro le delocalizzazioni, invece di quello proposto dallo stesso esecutivo.
Attualmente, in commissione Bilancio al Senato sono in discussione diversi emendamenti alla legge di Bilancio, e tra questi ce ne sono due sul tema delocalizzazioni: il primo è stato scritto seguendo le indicazioni della bozza di decreto legge Orlando-Todde, l’altro è l'emendamento firmato dal senatore Matteo Mantero, che ha riproposto il testo scritto dagli operai della Gkn insieme ai giuristi solidali.

Il video-appello da Campi Bisenzio

I lavoratori dello stabilimento hanno pubblicato un video, in cui invitano i politici a ritirare l'emendamento del governo e prendere in considerazione il loro testo.
Secondo Dario Salvetti, delegato RSU di Gkn, sentito da La Nazione, il testo Orlando-Todde non è “una norma antidelocalizzazioni”, ma serve a “proceduralizzare le delocalizzazioni. Vorremmo essere chiari: questa norma avrebbe chiuso Gkn, imposto la soluzione di Melrose e non avrebbe reso possibile nemmeno l’articolo 28. Il governo sta al di sotto di quanto fatto da un semplice Collettivo di fabbrica, i soliti quattro operai a cui non tenete testa".
Nel video, i lavoratori spiegano perché il loro testo è più efficiente e più utile per evitare la fuga delle multinazionali che si lasciano dietro centinaia di lavoratori.
Per gli operai Gkn, il testo del governo “riguarderebbe solo lo 0,1% delle aziende italiane”, “non impedisce le delocalizzazioni ma anzi crea una procedura per delocalizzare”.
I lavoratori criticano anche le sanzioni comminate all’azienda, che dopo la presentazione di un piano di mitigazione sociale, anche se non rispettato, se ne va: “Incappa nella più irrisoria delle multe: il raddoppio del ticket di licenziamento”.
E poi puntano il dito, oltre alle “multinazionali che scappano”, contro “lo Stato che resta. E lo Stato qua si limita a elargire bonus, senza vincoli, e a riscuotere multe (peraltro irrisorie)”.
E concludono: “Rispetto a quanto chiedevamo, non è che ci è stato dato 'di meno', ci è stata data proprio una cosa diversa. Per usare una metafora storica, noi chiedevamo di abolire la pena di morte e si è finiti a discutere sul galateo del boia”.
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