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L'ex capo del Mossad Cohen accusato dal marito dell’amante di diffusione segreti di Stato

© AP Photo / Heidi LevineYossi Cohen
Yossi Cohen  - Sputnik Italia, 1920, 20.12.2021
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Yossi Cohen, ex capo del Mossad, l'agenzia di intelligence israeliana, avrebbe rilevato segreti di Stato a un'assistente di volo con cui aveva una relazione, così come al marito di questa, secondo quanto riportato domenica da un reportage televisivo israeliano.
Secondo uno speciale dell'emittente Channel 13 (Reshet 13), di Tel Aviv, la cui indagine completa dovrebbe essere presentata in anteprima martedì in ebraico, Cohen avrebbe iniziato una relazione con un’assistente di volo alla fine del 2018, durante la quale si sarebbe lasciato andare a confidenze seriamente proibite per un uomo nella sua posizione.
Secondo l’indagine giornalistica infatti, egli si sarebbe vantato con la donna, e persino con il marito di questa, di diverse operazioni sensibili dell'agenzia di spionaggio israeliana, che questi dirigeva, consegnando di fatto alla coppia informazioni di Stato segrete e potenzialmente molto compromettenti.

"Ha raccontato molte storie, incluso quelle riguardanti il Mossad", ha detto Guy Shiker, il marito dell'assistente di volo, al media isreaeliano, secondo la traduzione del Times of Israel. "È un chiacchierone”, ha detto.

Il marito dell'assistente di volo ha affermato che Cohen ha anche rivelato approfondimenti sul suo approccio alla gestione dell’agenzia di intelligence, in particolare, si sarebbe 'vantato' di aver licenziato sei alti funzionari nei suoi primi 10 giorni da dirigente, "perché non erano fedeli al sistema".

"Non erano bravi. Pensavano che fossi il loro migliore amico prima che venissi promosso. Nel momento in cui sono stato nominato li ho licenziati, senza pietà", avrebbe detto Cohen a Shiker.

L’uomo ha condiviso con il canale che Cohen avrebbe inviato a sua moglie dei messaggi in cui si riferiva a lei come "la mia principessa" e "la mia bellezza".
"Ami mia moglie, lei ama te, stai distruggendo una famiglia in questo momento", avrebbe detto Shiker al capo delle spie, senza per altro convincerlo a desistere.
Secondo il Times of Israel, in risposta alle accuse, Cohen ha dichiarato di non aver mai divulgato materiale classificato o segreti di sicurezza.
Le ultime accuse tuttavia non sono affatto una novità, l’ex capo delle spie in realtà era già stato accusato di aver divulgato segreti di Stato. Il procuratore generale israeliano Avichai Mandelblit stava persino prendendo in considerazione una denuncia presentata al ministero della Giustizia, riferiscono i media.
Dopo aver rilasciato un'intervista piuttosto schietta dopo aver lasciato l'incarico, Cohen era stato criticato da molti nel suo paese per le presunte rivelazioni segrete, che, a parte la responsabilità dell'esplosione dell'impianto di Natanz, includevano la presunta operazione del 2018 in cui l'agenzia ha rubato l'archivio nucleare iraniano dalle casseforti in un magazzino di Teheran, e anche la rivelazione che il principale scienziato nucleare iraniano, poi assassinato, Mohsen Fakhrizadeh, era stato per anni nel mirino del Mossad.
Secondo i media israeliani, Cohen avrebbe anche aiutato sua figlia a ottenere una posizione in un'azienda con legami con un alto funzionario degli Emirati mentre era ancora la principale spia di Israele.
Il suo mandato come capo del Mossad è terminato a giugno e gli è subentrato David Barnea. Poco tempo dopo è stato nominato capo della filiale israeliana della SoftBank dal miliardario giapponese Masayoshi Son. Cohen, che è stato nominato dall'ex primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che non esclude di candidarsi come primo ministro in futuro, ma al momento non sta prendendo l’ipotesi in considerazione.
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