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Genazzani (Ema): “Il Novavax può rassicurare anche gli indecisi”

© Ministero della SaluteSomministrazione dei vaccini in Italia
Somministrazione dei vaccini in Italia - Sputnik Italia, 1920, 20.12.2021
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Oggi il Comitato per l’approvazione dei farmaci dell’Agenzia europea decide sull’approvazione del siero che utilizza la proteina per provocare la risposta immunitaria: ha il 90% di efficacia.
Tutti i vaccini approvati sono sicuri. Questo lo è come gli altri, ma per chi immotivatamente ha paura può rappresentare una rassicurazione”, dice Armando Genazzani, professore ordinario di Farmacologia all’Università del Piemonte Orientale e rappresentante italiano nel comitato per l’approvazione dei farmaci dell’Agenzia europea del farmaco parlando a La Stampa.
Oggi l’Ema riunisce il comitato per decidere sull’autorizzazione al vaccino Nuvaxovid, prodotto dalla casa farmaceutica americana Novavax, su cui c’è “ottimismo”.
“L’Aifa si adopererà per approvarlo in Italia prima di Natale. L’Europa ne ha comprate 200 milioni di dosi, che potrebbero essere distribuite subito dopo. Potrebbe essere proposto in particolare agli incerti, dunque soprattutto per le prime dosi”.

Il 90% di efficacia

Genazzani spiega che il vaccino Novavax è “tradizionale costituito dalla proteina e non dall’mRna che la codifica. Si inietta solo la proteina dunque, una cosa che si fa da trent’anni, e quando l’organismo la riconosce si scatena una risposta anticorpale”.
La proteina iniettata è “la Spike del virus, che infetta le nostre cellule e che l’organismo deve imparare a riconoscere”.
Secondo gli studi, si registra il 90% di efficacia e “plausibilmente” la durata sarà la stessa.

Nel 2022 altri vaccini e farmaci anti-Covid

Intanto l’Ema continua il suo lavoro per fornire nuovi preparati e sieri per la cura e la prevenzione del coronavirus.
L’esperto annuncia che il prossimo vaccino, Vla2001 della francese Valneva, “dovrebbe arrivare a metà 2022, il processo di valutazione è appena cominciato .Si tratta di un vaccino ancora più classico di Nuvaxovid, a virus inattivato, con risultati simili agli altri”.
E poi c’è Xevudy “l’ultimo anticorpo monoclonale da usare nella fase iniziale della malattia. Kineretva utilizzato in ospedale se il virus genera una risposta immunitaria eccessiva. Paxlovid è la pillola antivirale di Pfizer per la fase iniziale, i cui dati dimostrano una riduzione dei ricoveri. Molnupiravir è un antivirale simile autorizzato in emergenza e che potrebbe passare del tutto”.
Ma avverte Genazzani: “Le medicine per quanto buone sono sempre inferiori ai vaccini. Inoltre, un vaccinato in difficoltà ha ancora il farmaco. Il No Vax ha solo una cartuccia a disposizione”.
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