Locatelli: “I vaccini non hanno fallito, ma servono altre misure contro la variante Omicron”

Il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli - Sputnik Italia, 1920, 19.12.2021
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Il coordinatore del Cts difende la campagna di immunizzazione e avanza l’ipotesi di tamponi anche per i vaccinati che partecipano ad eventi in luoghi chiusi e la mascherina anche all’aperto in periodo di festività e aree affollate.
Franco Locatelli, primario di Pediatria all’ospedale Bambino Gesù, alla presidenza del Consiglio superiore di Sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza coronavirus, è categorico nel difendere la campagna vaccinale e i risultati ottenuti, nonostante l’aumento dei contagi delle ultime settimane, che sarebbe molto più pesante senza il tasso di immunizzazioni raggiunto.
I vaccini non hanno “assolutamente” fallito, dice al Corriere della Sera, e l’aumento dei casi “non deve essere minimamente letto come un fallimento dei vaccini. Se non li avessimo avuti, in presenza di varianti connotate da assai maggior velocità di diffusione e contagiosità quali la Delta e, più recentemente, la Omicron moltissime altre persone avrebbero perso la vita”.
“L’anno scorso, l’Italia era largamente chiusa, eppure il 18 dicembre avevamo più di 2.800 pazienti in rianimazione, 674 i decessi. Oggi i ricoverati nelle terapie intensive, in larga parte non vaccinati, superano di poco le 950 unità, al momento, il numero delle persone che hanno perso la vita in una giornata non ha mai superato la soglia di 130”.

Servono altre misure per fermare i contagi

Locatelli, però, ammette che le vaccinazioni, da sole, non bastano a bloccare la cavalcata della nuova ondata e della variante Omicron che si sta diffondendo velocemente in Europa e anche in Italia.
“Mascherine all’aperto e tampone obbligatorio anche per i vaccinati per partecipare a grandi eventi” sono alcune delle misure allo studio.
Il coordinatore del Cts, infatti, sottolinea “il ruolo, sottovalutato o, addirittura, dimenticato, giocato dalle misure non farmacologiche. Tra esse, le mascherine”.
Secondo uno studio pubblicato dall’Università di Göttingen, “il rischio che un soggetto ha di essere contagiato in presenza di una persona infetta, è pari all’incirca a 0,4% qualora i due soggetti indossino correttamente una mascherina FFP2”.
Tra le altre possibili contromisure da prendere anche quella adottata dall’Italia, per cui sono nate polemiche “che avevano poco senso”, cioè il tampone prima di entrare nel Paese.
E infine, è allo studio, anche il tampone “per situazioni di assembramento, particolarmente in spazi chiusi, penso come esempio alle discoteche” da aggiungere al super green pass.

Proseguire con booster e vaccini

Locatelli, infine, ricorda quanto sia cruciale effettuare il richiamo del vaccino anti-Covid.
“È assolutamente cruciale che, nel più breve tempo possibile, il maggior numero di persone le ricevano, in quanto abbiamo solide evidenze che indicano come la somministrazione della dose booster conferisce elevatissima protezione rispetto al rischio di sviluppare malattia grave e ripristina una significativa difesa dal contagio”.
Per questo, secondo il presidente del Consiglio superiore di Sanità, “gli italiani devono regalarsi per Natale la miglior tutela, prenotandosi al più presto”.
E lo stesso vale per il vaccino per i bambini: “L’incidenza cumulativa di nuovi casi in questa fascia d’età è la più alta, oltre 300 casi ogni 100.000”.
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