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Corte Ue: diritti figli coppie gay valgono in tutti Stati. Cosa ne pensano gli esperti?

© Sputnik . Aleksey VitvitskiyBandiere dei paesi dell'UE di fronte all'edificio principale del Consiglio d'Europa a Strasburgo
Bandiere dei paesi dell'UE di fronte all'edificio principale del Consiglio d'Europa a Strasburgo - Sputnik Italia, 1920, 19.12.2021
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La Corte di giustizia dell’Ue ha stabilito che ogni Stato membro dovrà accettare e riconoscere i figli con genitori dello stesso sesso. I giudici hanno accolto il ricorso di due donne, sposate in Spagna nel 2018 e madri di una bambina, nata nel 2019: la sentenza, che parte dal caso sollevato da un tribunale bulgaro.
La sentenza riconosce per la prima volta che un certificato di nascita in cui si attesti il legame di filiazione di un bambino con due genitori gay rilasciato da un Paese membro dell'Unione europea deve essere accettato da tutti gli altri come documento valido.
Come verrà inquadrata questa decisione storica nel contesto italiano? Per un approfondimento, Sputnik Italia ha raggiunto Jacopo Coghe, Vicepresidente di Pro Vita & Famiglia.
© Foto : fornita da Ufficio Stampa Pro Vita & FamigliaJacopo Coghe
Jacopo Coghe - Sputnik Italia, 1920, 18.12.2021
Jacopo Coghe
— Dott. Coghe, come giudica la sentenza della corte Ue che riguarda anche i Paesi contrari come l'Italia?
— La sentenza della Corte UE costituisce un affronto ai principi costituzionali degli Stati membri e può essere vista come un esempio di quella "colonizzazione ideologica LGBTQI+" spesso realizzata dalle Istituzioni europee o internazionali.
In particolare, si affermerebbe un principio di diritto illogico e pericoloso: non solo quello (già discutibile) che il diritto dell'Unione prevale sulle Costituzioni nazionali, ma persino che il diritto interno di un qualsiasi Stato membro, più aperturista nel senso dei desideri LGBTQIA+, prevarrebbe sull'ordinamento costituzionale di Stati terzi. Sul presunto primato del diritto comunitario su quello costituzionale degli Stati membri vi è ampia discussione: si è parlato molto della sentenza della Corte costituzionale polacca dello scorso ottobre, che dichiarava la Costituzione polacca il più alto atto giuridico per la Polonia, prevalente anche sui Trattati europei. Ma la sentenza della Corte UE ci porta in un territorio ancora più minato e controverso: quello in cui le leggi della Spagna o dell'Olanda (per esempio) potrebbero prevalere sulla Costituzione polacca o italiana. Si possono solo immaginare le potenziali conseguenze. Il caso attuale riguarda bambini "figli" di due persone dello stesso sesso (naturalmente, "figli" non possono esserlo entrambi veramente, in quanto ogni persona ha una madre e un padre).
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Tuttavia, in futuro, lo stesso principio potrebbe portare a imporre agli Stati situazioni ancora più assurde: cosa succederebbe se - ad esempio - in Olanda si legalizzassero le unioni civili tra tre persone dello stesso sesso? In base ai principi enunciati dalla Corte, l'Italia (o qualunque altro paese) potrebbe essere obbligata a riconoscere (negli ambiti toccati dalla sentenza) la tri-genitorialità dei tre "padri" di un minore.
— Secondo i giudici, il rilascio della carta d'identità potrebbe "garantire i diritti dei figli e dei genitori". Sono convinti che le autorità nazionali debbano sempre rilasciare documenti validi per potersi muovere nel territorio dell'UE. A Suo avviso, è una motivazione convincente?
— La motivazione non è convincente. Anzitutto, ci si potrebbe chiedere, garantire i "diritti" secondo chi? Molti diritti variano in base agli ordinamenti costituzionali e legislativi dei singoli Stati. Il fatto che in uno Stato sia riconosciuto un determinato diritto ai conviventi omosessuali non significa che debba essere considerato "diritto" in un altro Stato.
Per quanto riguarda invece i "diritti comunitari" si pone il problema evidenziato prima: esistono valori e principi Costituzionali di uno Stato membro che non possono essere violati nemmeno dal diritto comunitario? Questi valori e principi possono riguardare la struttura fondamentale della famiglia e del matrimonio. Secondo noi, assolutamente sì. Inoltre, i diritti comunitari, nei casi di specie, sono quasi sempre esercitabili in maniera praticamente equivalente: si pensi al diritto di circolazione nell'Unione europea. Il minore di 14 anni può viaggiare anche con altra persona che non sia il genitore: in tal caso l’accompagnatore adulto deve munirsi dell’“attestazione di accompagno”. Ciò può valere anche nell'ipotesi in cui si tratti di un adulto omosessuale non riconosciuto come genitore nello Stato membro di destinazione. Il sacrificio di questo passaggio burocratico aggiuntivo è molto minore del sacrificio dei valori fondamentali di uno Stato membro in tema di famiglia.
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— Che reazione prevede da parte del Vaticano e delle autorità italiane, dopo la bocciatura del ddl Zan?
— Non prevediamo reazioni particolari da parte delle autorità italiane. Molti nell'attuale compagine governativa e parlamentare sono - immaginiamo - contenti di questa sentenza della Corte UE. Altri, naturalmente, no. Su questioni eticamente sensibili come questa, l'attuale Governo non sembra voler sbilanciarsi molto, a causa della sua composizione eterogenea. Per quanto riguarda il Vaticano, vedremo. Non è detto che si pronunci, in quanto non lo fa su tutte le pronunce delle Corti sovranazionali che abbiano ad oggetto temi etici o religiosi. Staremo a vedere se il tema riscuoterà sufficiente attenzione da occasionare una presa di posizione.
E cosa ne pensano, invece, le persone che si trovano dall'altra parte della barricata? Per sapere la loro posizione, Sputnik Italia ha raggiunto Fabrizio Marrazzo, portavoce di Partito Gay per i diritti LGBT+, Solidale, Ambientalista, Liberale.
© Foto : fornita da Fabrizio MarrazzoFabrizio Marrazzo
Fabrizio Marrazzo - Sputnik Italia, 1920, 18.12.2021
Fabrizio Marrazzo
“La sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea è sicuramente importante per noi. Ovviamente riguarda anche l’Italia che deve prenderla in considerazione e annullare la circolare “Padre e Madre” di Salvini che sostituiva la parola Genitore nelle carte di identità con Padre e Madre, impedendo in questo modo ai bambini con due padri o due madri di essere tutelati. La stessa cosa devono fare anche gli altri Stati dove questi diritti non vengono applicati.
Il problema però è che la Commissione Europea insieme a questa sentenza dovrebbe introdurre le sanzioni nei confronti degli Stati, come il nostro, che non rispettano quelli che sono gli ordinamenti basati sul principio di non discriminazione e di libera circolazione tra Stati europei. Solo in questo modo l’Italia force si potrebbe adeguare perché con la Lega al governo vedo difficile che riescano a cancellare questa circolare. I vari partiti che fanno parte dell’esecutivo devono fare una scelta: o tutelare i diritti oppure fare una ammucchiata per far governo andare avanti. Infatti proprio per questo è importante l'esistenza di un partito come il nostro.
Ci possono essere dei compromessi per quello che riguarda il bene comune e gli accordi ci possono fare con tutti, però sui diritti i compromessi sono inaccettabili perché stiamo sulla l’ABC della vita delle persone” - ha sottolineato Marrazzo che chiede ancora una volta alla Ministra Lamorgese di cancellare il decreto Padre e Madre di Salvini.
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