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Trump dice che gli ebrei americani ‘o non amano Israele o non si preoccupano di Israele’

© AP Photo / Ross D. FranklinDonald Trump
Donald Trump - Sputnik Italia, 1920, 18.12.2021
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Durante la sua presidenza, Trump ha mantenuto un rapporto caloroso con Israele. Tra le altre cose, ha riconosciuto Gerusalemme come capitale "indivisibile" di Israele, anche se Gerusalemme Est è considerata un "Territorio Palestinese Occupato" dalle Nazioni Unite. Trump ha detto che non c'è "nessuno che abbia fatto più di lui per Israele".
L'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump venerdì ha affermato in un'intervista che gli ebrei negli Stati Uniti "o non amano Israele o non si preoccupano di Israele".
Trump, che è stato ampiamente sostenuto dagli elettori bianchi evangelici durante le campagne elettorali del 2016 e del 2020, crede che "in questo paese i cristiani evangelici amano Israele più degli ebrei". Nel frattempo, gli ebrei, così come la comunità musulmana, buddista e indù, secondo i sondaggi sono tradizionalmente più inclini a votare per i candidati democratici, come Hillary Clinton e Joe Biden.
Trump ha ricordato che suo padre, un immobiliarista, "era molto vicino a molte persone ebree, perché si occupava di immobili di Brooklyn e Queens".
"Molti amici ebrei, un grande amore per Israele che si è dissipato negli anni a causa della gente negli Stati Uniti. Devo essere onesto, è una cosa molto pericolosa quella che sta succedendo", ha detto Trump. "Una volta Israele aveva un potere assoluto sul Congresso, e oggi penso che sia l'esatto contrario".
Ha anche criticato Joe Biden e Barack Obama, che ancora "ottengono un sacco di voti dal popolo ebraico".
"Voglio dire, guardate il New York Times. Il New York Times odia Israele. Li odia. E sono persone ebree che gestiscono il New York Times, intendo la famiglia Sulzberger", ha detto l'ex presidente, riferendosi alla famiglia che da oltre un secolo gestisce il giornale.
Le sue osservazioni sono state pesantemente criticate dall'American Jewish Congress, che ha detto che Trump "alimenta pericolosi stereotipi sugli ebrei".
Allo stesso tempo Trump come presidente ha adottato una politica piuttosto pro-israeliana che ha incassato il contraccolpo del mondo arabo. In particolare, gli Stati Uniti hanno riconosciuto una Gerusalemme indivisibile come capitale di Israele, anche se Gerusalemme Est è considerata dal diritto internazionale un territorio palestinese occupato. L'amministrazione Trump aveva anche spostato la sua ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme.
Oltre a questo, Trump ha riconosciuto gli insediamenti ebraici nei territori palestinesi, così come la sovranità di Israele sulle Alture del Golan, che l'ONU considera territori siriani occupati.
Per quanto riguarda gli interessi israeliani, Washington si è ritirata dal Joint Comprehensive Plan of Action, noto anche come accordo nucleare iraniano, nel 2018, fortemente osteggiato da Tel Aviv da quando è stato concordato nel 2015.
Inoltre, gli Stati Uniti lo scorso anno hanno mediato e facilitato gli accordi di Abramo, accordi sulla normalizzazione delle relazioni tra Israele e alcuni Paesi arabi, tra cui gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrain.
Nonostante la sua forte inclinazione politica verso Israele, Trump è apparso profondamente deluso dopo che l'allora primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è affrettato a congratularsi con il suo avversario democratico Joe Biden dopo che quest'ultimo è stato dichiarato vincitore delle elezioni presidenziali americane.
"Era molto in anticipo, prima di molti altri. Non ho più parlato con lui. Che si f**ta", avrebbe detto Trump a un giornalista di Axios.
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